Pronto soccorso. Ecco le linee guida per il “triage”: il paziente valutato nella sua complessità

Pronto soccorso. Ecco le linee guida per il “triage”: il paziente valutato nella sua complessità

Pronto soccorso. Ecco le linee guida per il “triage”: il paziente valutato nella sua complessità
Il testo, elaborato da Aniarti, Gft e Sumeu, al centro del congresso italiano del triage di Riccione. Un punto di partenza per il tavolo tecnico ministeriale in materia. Il passaggio fondamentale del documento sottolinea la necessità di adeguarsi "al modello di Triage Globale fondato su un approccio olistico".

Un documento contenente alcune chiavi di indirizzo sul Triage, da sottoporre al tavolo tecnico ministeriale su Triage e Obi che produrrà le nuove linee guida ufficiali. Si tratta del testo elaborato dal Coordinamento nazionale triage, nato nel 2010 e composto dalle società scientifiche Aniarti (Associazione nazionale infermieri di area critica), Simeu (Società italiana della medicina di emergenza-urgenza) e Gft (Gruppo formazione triage). L’elaborato – che rappresenta il principale testo di discussione del Congresso nazionale sul Triage iniziato oggi a Riccione – focalizza l’attenzione su alcune priorità essenziali:
– Identificare rapidamente le persone che necessitano di cure immediate e garantirne il tempestivo avvio al trattamento.
-Attribuire a tutti gli assistiti un codice di priorità di visita che regoli l’accesso alle cure in relazione alla criticità delle loro condizioni ed al possibile rischio evolutivo.
-Contribuire all’ottimizzazione del processo di cura della persona assistita all’interno del PS anche attraverso l’attivazione e l’inserimento del paziente nel percorso di valutazione e trattamento.
-Sorvegliare le persone in attesa e rivalutane periodicamente le condizioni.
-Garantire l’adeguata e costante presa in carico delle persone in attesa e degli accompagnatori, fornendo, in collaborazione con il team di cura, assistenza ed informazioni pertinenti e comprensibili così da ridurre anche il loro stato d’ansia

Il documento sottolinea quindi che i sistemi di Triage implementati nelle realtà italiane si devono “ispirare e adeguare al modello del Triage Globale fondato su un approccio olistico alla persona ed ai suoi familiari, che realizza la valutazione infermieristica in base alla raccolta di dati soggettivi ed oggettivi, alla considerazione di elementi situazionali significativi e all’effettiva disponibilità di risorse della struttura”.

Per realizzare pienamente ed efficacemente questo modello è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali: realizzare l’effettiva presa in carico della persona dal momento in cui essa si rivolge alla struttura; assicurare la valutazione professionale da parte di un infermiere adeguatamente formato; garantire l’assegnazione del codice di priorità di visita attraverso la considerazione dei bisogni di salute dell’assistito, delle sue necessità di cura e del possibile rischio evolutivo; utilizzare un processo di valutazione strutturato in grado di garantire l’ approccio globale alla persona ed ai suoi problemi di salute; utilizzare un sistema codificato di livelli di priorità di visita; controllare e regolamentare tutti gli accessi al PS; disporre di un sistema documentale adeguato; gestire la lista di attesa secondo criteri che, a parità di codice, tengano conto di fattori situazionali, organizzativi o di particolare fragilità, disabilità dell’assistito, considerando solo in ultima analisi quello temporale; gestire l’attesa dei pazienti e degli accompagnatori in collaborazione con gli altri operatori.

Per quanto concerne l’organizzazione del lavoro, il documento sottolinea che l’ideale sarebbe suddividere il Triage in quattro fasi fondamentali:
 – La valutazione sulla porta che consiste in una rapida osservazione dell’aspetto generale della persona con l’obiettivo di individuare i soggetti con problemi assistenziali che necessitano di un intervento immediato.
-Raccolta dati: si compone della valutazione soggettiva, effettuata essenzialmente attraverso l’intervista (anamnesi mirata e valutazione sintomi), e della valutazione oggettiva, la quale consiste nella rilevazione dei segni e nell’analisi della documentazione clinica ove disponibile.
-Decisione di Triage: si concretizza con l’assegnazione del codice di priorità, l’attuazione dei necessari provvedimenti assistenziali e l’eventuale attivazione di percorsi diagnostico terapeutici.
-Rivalutazione: è necessaria per cogliere tempestivamente eventuali evoluzioni delle condizioni degli utenti in attesa. Può confermare o variare il codice di priorità assegnato.

Alla luce dell’ esperienza maturata negli anni, nell’ intento di uniformarsi alle principali evidenze scientifiche internazionali viene adottato un sistema di codifica a 5 livelli di priorità: emergenza, urgenza, urgenza differibile, urgenza minore, non urgenza.

Altro aspetto nodale riguarda le risorse, tema su cui il documento chiede che in tutte le strutture deve “sia garantita la disponibilità di risorse adeguate, umane, tecnologiche e materiali, per consentire la realizzazione di un sistema di Triage strutturato secondo le direttive contenute nel presente documento, e per il mantenimento di appropriati standard qualitativi”. In particolare in ogni PS deve essere presente un locale di Triage “collocato in posizione attigua agli ingressi del PS e centrale rispetto alle sale visita, in grado di permettere l’espletamento della valutazione infermieristica nel rispetto della riservatezza del paziente. I locali di attesa devono permettere una sorveglianza a vista di tutte le persone in attesa e possibilmente prevedere aree dedicate ai pazienti che necessitano di maggiore sorveglianza”.
 

21 Marzo 2013

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