Stamina. 
Una madre scrive a Lorenzin: “Non siamo pazzi visionari, i bambini stanno meglio”

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Una madre scrive a Lorenzin: “Non siamo pazzi visionari, i bambini stanno meglio”

Stamina. 
Una madre scrive a Lorenzin: “Non siamo pazzi visionari, i bambini stanno meglio”
Dopo la bocciatura da parte del Comitato scientifico al metodo Stamina, Caterina Ceccuti, mamma di Sofia, la bambina diventata un simbolo per i sostenitori della cura, scrive alla Ministra per chiederle di andare a vedere i miglioramenti di sua figlia. Vannoni invece su facebook attacca: “Commissione farlocca”. 

Caterina Ceccuti la mamma di Sofia, la bambina fiorentina malata di leucodistrofia metacromatica, che in questi mesi è diventata un simbolo per i sostenitori del metodo Stamina, ha scritto una lettera aperta pubblica su Quotidiano Nazionale per chiedere alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, di non spezzare “l’ultima speranza” che sua figlia e tutti i malati hanno in un “futuro più dignitoso di quanto la malattia non conceda loro”.
 
“Io e mio marito – scrive Ceccuti a Lorenzin –La invitiamo a visitare Sofia di persona. Solo così a nostro avviso potrà raccogliere realmente, e non per sentito dire, le informazioni che Le sono necessarie a prendere una decisione obiettiva sul futuro, sulla salute e sulla dignità della vita di questi piccoli cittadini e delle loro famiglie malate di negligenza e di abbandono, che ora più che mai sono sotto la Sua diretta responsabilità”.
 
 
“Possibile Ministro – si legge ancora –che tutti noi genitori si sia diventati un branco di pazzi visionari? Perché nessuno dei membri della comunità scientifica che ostacola il metodo Stamina ha mai accolto l’invito di venire nelle nostre case a registrare eventuali miglioramenti dei pazienti?”.

 
Dal canto suo il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, attraverso Facebook attacca il Comitato scientifico che ha bocciato il suo protocollo e parla di “Commissione farlocca” composta di “esperti di parte”. E lascia accesa la speranza per tutti quei malati che desiderano essere curati: “Le terapie compassionevoli a Brescia – afferma Vannoni – continueranno per tutti i pazienti che hanno vinto il ricorso”.

13 Settembre 2013

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