Terapia del dolore. Gallo (Ass. Coscioni): “C’è una legge, non restiamo a guardare”

Terapia del dolore. Gallo (Ass. Coscioni): “C’è una legge, non restiamo a guardare”

Terapia del dolore. Gallo (Ass. Coscioni): “C’è una legge, non restiamo a guardare”
Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni, torna a riaccendere i riflettori sulla terapia del dolore denunciando il fatto che la legge, nonostante sia stata approvata nel 2010, è ancora poco applicata: “Siamo fra i Paesi più arretrati in questo campo”.

La legge 38/2010 sulla terapia del dolore è una delle pochissime leggi in materia di sanità approvate in questa legislatura. Sabato scorso, sul Corriere della Sera, Mario Pappagallo ha denunciato la mancata applicazione della legge. E Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, torna oggi a denunciare come l’Italia sia “fra i Paesi più arretrati in questo campo. Metà dei medici non sa neanche che la legge esiste, e non sono stati presentati – due anni dopo la sua approvazione in Parlamento – progetti a valere sui 100 milioni stanziati dalla legge”.
 
“L’Unione europea – aggiunge la Gallo – ha diffuso dei dati: contro gli 80 milioni spesi ogni anno per gli oppioidi, se ne spendono 160 per preparati anti-infiammatori, molto meno efficaci. Il tema meriterebbe maggiore spazio sui giornali. Le ragioni di questo ennesimo scandalo andrebbero chieste al ministero della Salute, agli assessori competenti per materia nelle diverse Regioni, alle due Commissioni parlamentari di indagine, ai dirigenti dei maggiori ospedali”.
 
“Una fetta di politica proibizionista – conclude l’avvocato gallo  – si preoccupa di salvaguardare la vita dei cittadini chiedendo l’approvazione in Senato di una legge contro il testamento biologico, con la motivazione che la vita è sacra e indisponibile ma contemporaneamente nessuno di fatto poi si preoccupa di evitare la sofferenza alle persone. Questa è una delle tante contraddizioni che caratterizzano il nostro Paese. La questione della salute e quella dei diritti civili non devono essere merce di scambio elettorale ma questioni quotidiane di interesse sociale”.

11 Giugno 2012

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