Torna la cura “Di Bella”. Tribunale di Brindisi l’autorizza a carico dell’Asl 

Torna la cura “Di Bella”. Tribunale di Brindisi l’autorizza a carico dell’Asl 

Torna la cura “Di Bella”. Tribunale di Brindisi l’autorizza a carico dell’Asl 
Un'ordinanza del giudice della città pugliese ha accolto il ricorso di una donna malata di tumore al cervello incurabile e ha disposto che “l'unica cura attualmente efficace comporta il ricorso ai farmaci previsti dal predetto protocollo Mdb”. La somministrazione dei farmaci durerà 12 mesi e sarà a carico del Ssn.

Dopo quasi 15 anni – era il 1999, quando l’allora ministro della Sanità Rosy Bindi sancì la sostanziale "inattività", cioè l'inefficacia terapeutica, del cosiddetto "multitrattamento Di Bella, dopo aver condotto la sperimentazione – si torna a parlare del metodo del professore di Modena per la cura del cancro.
 
Il motivo è dovuto al fatto che il tribunale del lavoro di Brindisi ha accolto il ricorso di una donna, con un tumore al cervello inoperabile, che chiedeva di poter accedere alla terapia di Bella. Il tribunale, secondo quanto riferisce Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti di Lecce, ha disposto, che la cura venga somministrata gratuitamente e a carico della Asl.
 
Una decisione, quella del giudice di Brindisi, che va in controtendenza rispetto a quanto dispose nel 1999 il ministro della sanità, Rosy Bindi, che non permise che la cura fosse a carico del Ssn. All’epoca il pretore di Maglie, Carlo Madaro, autorizzò invece la fruibilità della cura, ingaggiando una vera e propria battaglia, anche mediatica, contro le autorità politiche dell’epoca, in particolare con il ministro Bindi, che aveva negato la possibilità di cura a carico del Ssn.
 
Tornando ai giorni nostri, una donna colpita da una grave forma di tumore al cervello non operabile ha presentato ricorso d'urgenza e il giudice del lavoro ha riconosciuto che “anche al di là della sperimentazione del protocollo del metodo Di Bella, nel caso di specie, ed in assenza di spiegazioni alternative, l'unica cura attualmente efficace sulla ricorrente comporta il ricorso ai farmaci previsti dal predetto protocollo Mdb”.
 
Il tribunale, con un'ordinanza del 15 ottobre, dunque ha ritenuto preminente l’articolo 32 della Costituzione in materia di diritto alla salute, convenendo di mettere a carico del Ssn la cura con tale motivazione: “l’onere economico necessario a permettere la somministrazione di farmaci destinati al trattamento delle situazioni patologiche di urgenza, delle malattie ad alto rischio, delle gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata, nonché alle cure necessarie per assicurare la sopravvivenza nelle malattie croniche e che si dimostrino indispensabili e insostituibili”. La somministrazione dei farmaci durerà 12 mesi e sarà gratuita.

17 Ottobre 2013

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