Errori in reparto. Sifo: “Affidare al farmacista i controlli sulle terapie”

Errori in reparto. Sifo: “Affidare al farmacista i controlli sulle terapie”

Errori in reparto. Sifo: “Affidare al farmacista i controlli sulle terapie”
È questo l’invito dei farmacisti ospedalieri, dopo il caso della donna morta a Palermo per sovradosaggio, che propongono l’introduzione del farmacista di dipartimento accanto al medico come responsabile del percorso del farmaco, dalla preparazione alla somministrazione.

“È assolutamente necessario che le Istituzioni pubbliche e private mettano a disposizione tutti gli strumenti, incluso un buon clima lavorativo e la formazione del personale, per prevenire tragedie come quella avvenuta a Palermo. La magistratura sta indagando, ma è inaccettabile che, come risulta dai primi accertamenti, una giovane donna muoia a causa di un numero scritto per errore”. La Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie (Sifo) interviene sul caso della madre di 34 anni deceduta il 29 dicembre scorso al Policlinico di Palermo, perché le sarebbero stati somministrati 90 milligrammi di vinblastina, un farmaco antitumorale, anziché i 9 necessari.
 
“Sosteniamo l’uso di strumenti – spiega Laura Fabrizio, presidente della Sifo – in grado di determinare significativi vantaggi per la sicurezza dei pazienti e dei professionisti: la prescrizione informatizzata, il carrello automatizzato che si interfaccia con l’operatore, i software per le posologie oncologiche provvisti di allerta automatici per dosi incongrue, fino alla robotica per la preparazione dei farmaci e al farmacista di dipartimento che affianca il medico in corsia. Con questi sistemi il farmacista potrà tenere sotto controllo ogni prescrizione e collaborare con infermieri e medici al letto del paziente suggerendogli dosaggi, indicazioni, incompatibilità, effetti collaterali”.
 
In alcuni ospedali italiani è consolidato l’utilizzo dei software per la Prescrizione elettronica assistita (PEA) dei farmaci antitumorali, in grado di favorire il processo di standardizzazione delle tre principali fasi relative alla gestione delle terapie oncologiche (prescrizione, allestimento e somministrazione). Software, introdotti dalla Direzione sanitaria o dal Dipartimento di oncologia su indicazione dei farmacisti, utili per ridurre il rischio di errore associato alla trascrizione e al calcolo manuale di informazioni e dati.
 
Prevedono blocchi e avvertimenti per il medico all’atto della prescrizione (ad esempio impedendo la possibilità di prescrivere dosi superiori alle massime consentite per alcuni medicinali), per il farmacista al momento della preparazione (ad esempio con avvertimenti sul tipo di protocollo), e per l’infermiere responsabile della somministrazione (ad esempio con un sistema di identificazione certa del paziente). In questo modo è garantita la tracciabilità di tutto il processo relativo al farmaco chemioterapico.
 
Per Fabrizi “ogni Azienda sanitaria dovrebbe predisporre, sulla base delle Raccomandazioni pubblicate dal ministero della Salute, un piano specifico aziendale per la sicurezza e la prevenzione degli errori in terapia che preveda anche il forte coinvolgimento di risorse umane mirate, come quella del farmacista di dipartimento che svolge la sua attività in corsia. La presenza di questa figura professionale, anche durante le visite in reparto, riduce drasticamente gli eventi avversi con un notevole risparmio sui costi sanitari e una diminuzione della durata delle degenze”.
Un progetto pilota del Ministero della Salute, avviato nel marzo 2010 e terminato nel giugno 2011, ha previsto l’introduzione del farmacista di reparto in 5 ospedali (Torino, Padova, Ancona, Bari, Taormina). E la sperimentazione ha dimostrato una diminuzione di oltre il 30 per cento degli errori nelle terapie farmacologiche.

10 Gennaio 2012

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