‘Uniti in barca’ al via in Piemonte il progetto “Sport terapia integrata”

‘Uniti in barca’ al via in Piemonte il progetto “Sport terapia integrata”

‘Uniti in barca’ al via in Piemonte il progetto “Sport terapia integrata”
Iniziativa della Federazione Italia Canottaggio, Ex pazienti, Circoli remieri, Ospedali e Federsanità Anci. Il progetto si rivolge principalmente alla riabilitazione delle donne operate al seno ma anche a chi vuole intraprendere un percorso di corretto stile di vita. Al via a settembre

Il Piemonte, come già il Lazio, sarà Regione pilota per l’attuazione del progetto “Sport e terapia integrata”. Una iniziativa resa possibile da una collaborazione tra la Federazione Italiana Canottaggio e Federsanità Anci.

“Grazie a questa collaborazione e alla sperimentazione di un anno con equipaggi che hanno remato sul Tevere – ha detto la presidente Nazionale di Federsanità Tiziana Frittelli -, il Canottaggio diventa, in ambito medico sanitario, attività elettiva per la completezza nell’impiego dei distretti muscolari e per la caratteristica di “morbidezza” del gesto tecnico, favorito dalla unicità dell’azione su un carrello scorrevole che annulla grandemente le compressioni articolari impresse dalla gravità, lavorando su un piano perfettamente orizzontale”.

Straordinario anche il contatto con la natura attraverso la pratica all’aria aperta, aspetto che favorisce il rafforzamento del metabolismo cellulare tramite l’azione benefica della luce solare. Laddove inoltre non è possibile la pratica all’aria aperta, il canottaggio può essere praticato «indoor» con l’utilizzo del remoergometro, strumento che consente di lavorare al coperto o in assenza di specchi d’acqua, ma che permette di acquisire il gesto tecnico propedeutico alla voga su imbarcazione. In più il remoergometro di ultima generazione consente una serie di rilevazioni durante la prestazione atletica, utili nel percorso riabilitativo. Infine, grazie al lavoro aerobico e alla ciclicità ripetuta del gesto, il canottaggio, sia «indoor» che all’aria aperta, favorisce la circolazione sanguigna anche periferica e la variazione in generale della densità dei fluidi, prerogativa importante in un’ottica di prevenzione e benessere. Il Canottaggio viene inteso quindi non solo come sport ma soprattutto come disciplina, rappresentando la soluzione ideale per uno stile di vita corretto, in un giusto equilibrio tra mente e corpo.

In Piemonte sono 4 i Circoli remieri che hanno aderito all’iniziativa:

Armida

Caprera

Cerea

Cus Torino

Nelle loro sedi le ex pazienti inviate dalle Breast Unit potranno svolgere la propria attività seguite da istruttori federali individuati dai circoli remieri che hanno aderito all’iniziativa. La formazione inizierà il 17 luglio ed è aperto a tutti gli allenatori ma anche agli osservatori sanitari interessati all’argomento.

In questa prima fase si chiede alle Breast Unit presenti nelle strutture ospedaliere del territorio di aderire al progetto e indicare alle e ai pazienti le strutture sportive di riferimento.

“Uscire dalla malattia significa superarla anche in termini dialettici e poter praticare una disciplina che non si caratterizzi come “riabilitativa” nel senso medico del termine ma un’attività per il benessere in senso olistico accessibile a tutti, per una miglior qualità della vita che favorisca naturalmente la prevenzione – ha spiegato il coordinatore del progetto Nicolò Cavalcanti -. Il canottaggio è ideale per la riabilitazione e per scoprire un nuovo stile di vita a contatto con la natura nel quadro ampio di Sport e Salute. Pratica all’aria aperta ed il concetto di equipaggio rendono il canottaggio disciplina eletta per chi ha affrontato il percorso faticoso della malattia come ad esempio la patologia oncologica.”

Nel corso della sperimentazione c’è stato modo di osservare quanto è importante che il medico comprenda il valore terapeutico del gesto tecnico attraverso l’esperienza diretta. Nella grandissima maggioranza dei casi egli fa una vera e propria “scoperta”, comprende ciò che non è facile intuire solo con l’osservazione esterna. La meraviglia nello scoprire il ruolo del quadricipite, della cintura lombare, dei muscoli addominali, del “muscolo dell’anima” lo Psoas che ci permette la rotazione del bacino e quindi del tronco! Il disegno ergonomico fluido e ripetuto che attraverso la pianta dei piedi esercita una pressione benefica e ciclica sulla pedaliera da vita a una nuova visione a chi opera sui muscoli del petto come nel caso del senologo che pratica la linfectomia necessaria sul linfonodo sentinella. ‘‘Sport Terapia’’ Integrata. Condizione primaria è quella di partire dalla necessità di informare e formare gli oncologi nello specifico i responsabili delle Breast Unit, circa 160 strutture ospedaliere che operano in Italia, per poter consigliare le Pazienti post acuzie quando diventa necessario superare la malattia e riaffacciarsi alla vita in modo attivo e positivo.

“Ruolo di Federsanità Anci Piemonte – ha affermato il presidente Flavio Boraso -, che ha aderito con grande entusiasmo al progetto, è quello di sensibilizzare le Asl e le Aziende Ospedaliere per informare ed informare i responsabili delle Breast Unit in quanto questi dovrebbero essere, oltre che i centri per la valutazione obiettiva degli ex pazienti, anche gli invianti alla pratica consapevole della disciplina.”

Grande importanze nella fase di sviluppo e consolidamento del progetto lo rivestiranno le Associazioni che inviano ex Pazienti alla pratica del Canottaggio. Il progetto “in barca” partirà il prossimo mese di settembre.

19 Luglio 2022

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