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Ucraina. Omceo e Cao pronti per assistenza ai profughi

Forti dell’esperienza negli anni 90’ con i profughi della ex Jugoslavia, i quattro Ordini dei Medici e degli Odontoiatri del Friuli Venezia Giulia mettono le loro competenze a disposizione delle persone che arriveranno in Italia per fuggire alla guerra in Ucraina. “L’assistenza sanitaria di medicina di base e specialistica è importantissima nell’assistenza ai profughi e noi ci faremo trovare pronti per ogni evenienza sia medica che vaccinale”.

09 MAR - In tema di immigrazioni la posizione geografica del Friuli Venezia Giulia è sempre stata uno snodo per tanti paesi. Dopo la seconda guerra mondiale, questa terra è diventata luogo di esilio per circa 250.000 italiani in fuga dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Negli anni Novanta questa regione è stata meta e luogo di transito per i civili in fuga dalle guerre nell’ex Jugoslavia. “In tutti questi anni di professione - commenta il presidente FROMCeO FVG, Guido Lucchini - c’è stato un principio fondamentale che mi ha sempre accompagnato: ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti’. E’ l’articolo 32 della Costituzione Italiana. Quelli della nostra età ricordano bene il periodo di guerra della ex Jugoslavia con un lunghissimo assedio di quasi 4 anni solo nella città di Sarajevo e con migliaia di profughi verso il FVG”.

Ora, anche se la guerra in Ucraina non è geograficamente vicina come quella della ex Jugoslavia, “il Friuli Venezia Giulia - spiega Lucchini - rimane ancora il confine orientale più prossimo per l’accoglienza dei profughi per l’Italia, che stimiamo, arrivino in migliaia, se la situazione non si dovessero sedare già nei prossimi giorni”.

Da un punto di vista medico i quattro Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri del FVG (Guido Lucchini per la provincia di Pordenone; Roberta Chersevani per l’OMCeO di Gorizia; Cosimo Quaranta per l’OMCeO di Trieste; Gianluigi Tiberio per l’OMCeO di Udine; Alessandro Serena per la CAO di Pordenone; Diego Paschina per la CAO di Trieste; Giandomenico Barazzutti per la CAO di Udine e Paolo Coprivez per la CAO di Gorizia), che rappresentano oltre ottomila e cinquecento iscritti, vogliono rassicurare, i cittadini e le istituzioni, che qualora ce ne fosse bisogno sono pronti a dare il proprio contributo medico e umano ai profughi ucraini.

“I profughi hanno un patrimonio di salute generalmente integro - scandisce il presidente Guido Lucchini - ma progressivamente la situazione di disagio dovesse avanzare, accompagna da sempre una situazione di fragilità psico-fisica, esponendo maggiormente queste persone alle comuni patologie respiratorie, gastrointestinali, dermatologiche, ortopediche etc. Altro conto sono i fragili come bambini ed anziani. In ambo i casi, l’assistenza sanitaria di medicina di base e specialistica è importantissima nell’assistenza ai profughi e noi ci faremo trovare pronti per ogni evenienza sia medica che vaccinale, con il consueto spirito di servizio, seguendo ancora una volta le prescrizioni nel giuramento di Ippocrate, come autonomia di giudizio, responsabilità di comportamento, contrasto di ogni indebito condizionamento, eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute”.

La FROMCeO della Regione FVG aderisce all’appello dei quindici mila fra medici, infermieri e altri professionisti sanitari russi che hanno scritto una lettera aperta al proprio presidente, Vladimir Putin, sollecitandolo a cessare le ostilità nei confronti dell’Ucraina. Appello raccolto e condiviso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la FNOMCeO, con la voce del Presidente, Filippo Anelli.

Endrius Salvalaggio

09 marzo 2022
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