Aborto. Malavasi (Pd): “Perché il Governo non presenta la Relazione sulla legge 194?”

Aborto. Malavasi (Pd): “Perché il Governo non presenta la Relazione sulla legge 194?”

Aborto. Malavasi (Pd): “Perché il Governo non presenta la Relazione sulla legge 194?”
La denuncia della deputata Dem: “Sono trascorsi quasi 8 mesi da quando la relazione avrebbe dovuto essere consegnata al Parlamento: a poco più di tre mesi dalla conclusione del 2023 manca ancora quello che è il documento principale di informazione sulla corretta applicazione della normativa”

“Vorremmo sapere dal Ministro Schillaci perché la relazione annuale sulla legge 194 non è ancora stata presentata al Parlamento. Si tratta di un documento importante, che dovrebbe essere consegnato ogni anno entro febbraio a Camera e Senato, che fa il punto sull`attuazione della legge che regolamenta l`interruzione volontaria di gravidanza in Italia e che certifica -tra le altre cose- anche la percentuale di medici obiettori di ogni Regione”. Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata del pd della Commissione affari sociali, annunciando un’interrogazione parlamentare presentata dal Pd.

“Quest’anno – spiega – sono trascorsi quasi 8 mesi da quando la relazione avrebbe dovuto essere consegnata al Parlamento: a poco più di tre mesi dalla conclusione del 2023 manca ancora quello che è il documento principale di informazione sulla corretta applicazione della legge 194. La mancanza della relazione indica una scarsa attenzione ai diritti delle donne, un ostacolo alla conoscenza e all’esercizio libero e consapevole di un diritto e una chiara violazione della norma di legge. Continua la guerra delle destre e di Giorgia Meloni ai diritti civili. Non tollerano che le donne possano scegliere e autodeterminarsi. E lo si evince – aggiunge la deputata dem – anche dalle scelte di alcune amministrazioni locali guidate proprio dal Centrodestra. Nelle Marche la giunta regionale si è opposta all’aborto farmacologico nei consultori e quindi alla somministrazione della pillola Ru486 muovendosi in direzione opposta rispetto alle linee guida del ministero della Salute aggiornate nell`agosto del 2020. Sempre nell’estate del 2020 in Umbria si è deciso di cancellare con un colpo di spugna la delibera regionale del 2018 sulla somministrazione della RU486 in regime di day hospital prevedendo il ritorno all`aborto farmacologico solo in regime di ricovero ordinario. Per non parlare dell’iniziativa in Piemonte dove presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino è nata una stanza per offrire supporto concreto e vicinanza alle donne in gravidanza, “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre alla interruzione della gravidanza”; la maternità -prosegue Malavasi- è una cosa importantissima per una donna e va sostenuta in tutti i modi, ma il senso della legge è proprio quello di garantire la libertà della scelta che non può essere condizionata da nessun fattore e nessuna pressione sociale e culturale. Va garantita la protezione della donna e la libertà di decidere. Vogliamo sapere dal Ministro della Salute quali iniziative urgenti intenda intraprendere al fine di rispettare le disposizioni di legge, procedendo nei tempi più celeri possibili alla presentazione della relazione in Parlamento”.

13 Settembre 2023

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