Schillaci ai medici che hanno scioperato: “Mai soddisfatti. Abbiamo aumentato i fondi e gli stipendi. Ora siano rapidi nel chiudere il nuovo contratto, ma li vedo divisi”. I sindacati: “Stupiti da attacco del Ministro”

Schillaci ai medici che hanno scioperato: “Mai soddisfatti. Abbiamo aumentato i fondi e gli stipendi. Ora siano rapidi nel chiudere il nuovo contratto, ma li vedo divisi”. I sindacati: “Stupiti da attacco del Ministro”

Schillaci ai medici che hanno scioperato: “Mai soddisfatti. Abbiamo aumentato i fondi e gli stipendi. Ora siano rapidi nel chiudere il nuovo contratto, ma li vedo divisi”. I sindacati: “Stupiti da attacco del Ministro”
Il Ministro della Salute: “Chiedono più fondi e li abbiamo aumentati, stipendi più alti e i rinnovi contrattuali prevedono consistenti aumenti in busta paga e faremo modifica su norma pensioni”. E poi promette: “Al lavoro per eliminare il tetto di spesa sul personale”. E sul flop della campagna vaccinale anti Covid: “Le dosi ci sono, vanno distribuite. Il Ministero ha fatto la sua parte”. Ma arriva la dura replica dei sindacati.

“Mi indichi una sola volta in cui i medici siano rimasti soddisfatti. In base a ciò che rivendicano oggi, comprendo che siamo sulla strada giusta. Chiedono più fondi e li abbiamo aumentati, stipendi più alti e i rinnovi contrattuali prevedono consistenti aumenti in busta paga”. Replica così allo sciopero di medici e infermieri di ieri il Ministro della Salute, Orazio Schillaci che sul Corriere della Sera spiega anche come sarà modificato l’art.33 della manovra che taglia le pensioni ai sanitari: “Abbiamo concordato col ministro Giorgetti che siano salvaguardati medici e infermieri dipendenti che vanno in pensione col trattamento di vecchiaia e quelli che hanno maturato requisiti per l’assegno di anzianità entro l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2024”.

Per gli altri la norma “verrà applicata in forma ridotta e gradualmente”. Il Ministro rivendica poi di aver “chiesto che una parte dei fondi per il rinnovo dei contratti collettivi del personale sanitario, incluso quello convenzionato, pari a 300-400 milioni dei 2,4 miliardi stanziati, sia corrisposto in anticipo a titolo di incremento dell’indennità di specificità”.

Insomma, per Schillaci le richieste dei sanitari sono esagerate e ribadisce: “Più di così? Parliamo di 3 miliardi, quelli messi in bilancio per il 2024 e i 2,3 della legge 2023, in tutto 5,3. Quindi non mi si dica che il governo vuole depotenziare la sanità pubblica. Questa è la prima volta, dopo oltre un decennio, che si incrementano le risorse, tra l’altro proprio per aumentare gli stipendi. Piuttosto siano rapidi nella trattativa per il rinnovo del contratto. Dipende da loro. Non li vedo uniti. In queste settimane li ho ricevuti, sempre divisi. Infatti, l’Intersindacale non ha scioperato”.

Schillaci annuncia però novità importanti sul tema del personale: “Stiamo lavorando col Mef per togliere il vincolo al tetto di spesa per le assunzioni di personale. E un nostro obiettivo. Non tutte le Regioni però hanno raggiunto il tetto già disponibile. E molte non garantiscono le prestazioni dovute al cittadino. Gli operatori potranno guadagnare di più grazie all’aumento delle tariffe delle ore extra turno. Cinque ore settimanali di lavoro extra a 100 euro l’ora sono 2.000 euro al mese per un medico e 1.200 per un infermiere, 6o al mese. Non mi sembra sia poco, di questi tempi. Non possiamo risolvere un decennio di blocco in un anno, ma non stiamo risparmiando sforzi”.

Il Ministro poi ribadisce che non c’è nessuna voglia di affossare la sanità pubblica: “Affermare che intendiamo depotenziarla è ideologia pura. Mi trovi una sola norma a dimostrazione di questo assunto. Piuttosto focalizziamo il problema non sui fondi ma su come vengono spesi, sugli sprechi. Sono troppe le Regioni che impongono ai cittadini un prezzo ingiusto di disorganizzazione e disservizi”.

E poi sul covid e la campagna vaccinale flop: “Abbiamo rinnovato la raccomandazione alle Regioni di fare promozione attiva e di incentivare l’adesione, ricorrendo anche agli open day. Le dosi ci sono, vanno distribuite. C’è bisogno però della piena collaborazione dei medici di famiglia. Lo stesso vale per il vaccino antinfluenzale. Il ministero ha fatto la sua parte. A Natale ci sarà il picco dei casi. Vacciniamoci soprattutto se apparteniamo alle categorie dei fragili. L’influenza fa più morti del Sars Cov 2”.

06 Dicembre 2023

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