Specializzandi. Bernini: “Obiettivo è rimuovere tutti gli ostacoli, affinché possano quanto prima essere impiegati ma valutazione teorica resta in capo a Università”

Specializzandi. Bernini: “Obiettivo è rimuovere tutti gli ostacoli, affinché possano quanto prima essere impiegati ma valutazione teorica resta in capo a Università”

Specializzandi. Bernini: “Obiettivo è rimuovere tutti gli ostacoli, affinché possano quanto prima essere impiegati ma valutazione teorica resta in capo a Università”
La Ministra dell’Università ha chiarito i passaggi per l’attuazione della legge 56/24 rispondendo ad un’interrogazione di Noi Moderati durante il Question Time di oggi alla Camera. “Il ruolo delle università, in coerenza con la nuova legge, deve essere quello di provvedere attraverso le scuole di specializzazione alla certificazione e alla valutazione delle sole attività formative teoriche svolte per il passaggio di ciascun anno”

“Gli specializzandi vincitori di concorso potranno completare il percorso di specializzazione nella struttura nella quale hanno preso servizio, anche se è esterna rispetto alla rete formativa del loro ateneo, aspettando l’automatica assunzione a tempo indeterminato senza alcuna scadenza temporale” ma “abbiamo precisato che il ruolo delle università, in coerenza con la nuova legge, deve essere quello di provvedere attraverso le scuole di specializzazione alla certificazione e alla valutazione delle sole attività formative teoriche svolte per il passaggio di ciascun anno”. Lo ha sottolineato la Ministra dell’Università Anna Maria Bernini rispondendo ad un’interrogazione di Noi Moderati durante il Question Time di oggi alla Camera dopo le polemiche dei giorni scorsi.

La risposta integrale del Ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini. Presidente, grazie. Grazie, onorevole Romano, come saprà il Ministero che mi onoro di servire ha contribuito, fin dai primi giorni di mandato, a ridefinire per quanto di nostra competenza – è una competenza che condividiamo con il Ministero della Salute – un sistema sanitario nazionale all’insegna dell’efficienza e della competitività. Il gruppo di lavoro istituito al MUR ha individuato il fabbisogno di nuovi medici, 30.000 nei prossimi sette anni, per cui abbiamo già aperto l’accesso alle facoltà di medicina per 4000 nuovi posti, sostenendo finanziariamente le università affinché adeguassero laboratori e personale. Concluso questo step, siamo passati alla fase due che prevede due diverse riforme: accesso a medicina e formazione specialistica. Sull’accesso a medicina, come sapete, è in corso al Senato la votazione degli emendamenti al disegno di legge unificato che porterà a una riforma. Per le scuole di specializzazione, come MUR abbiamo innanzitutto aumentato le borse di studio, annullando di fatto il cosiddetto imbuto formativo. È solo una prima risposta, non è sufficiente, ora dobbiamo trovare la soluzione strutturale per allineare sempre meglio i posti disponibili presso i corsi di studio con quelli delle scuole di specializzazione.

Inoltre, per dare risposte immediate alle necessità urgenti del sistema sanitario, abbiamo voluto rendere più snella l’assunzione degli specializzandi con la legge n. 56 del 2024, che lei citava. Abbiamo previsto che gli specializzandi vincitori di concorso potranno completare il percorso di specializzazione nella struttura nella quale hanno preso servizio, anche se è esterna rispetto alla rete formativa del loro ateneo, aspettando l’automatica assunzione a tempo indeterminato senza alcuna scadenza temporale. Un provvedimento pensato per introdurre il prima possibile giovani lavoratori all’interno dei reparti degli ospedali. Resta questa la nostra impostazione, al tempo stesso è nostro assoluto dovere garantire l’eccellenza della qualità della formazione dei medici quanto degli specializzandi. Per questo abbiamo ritenuto opportuno chiarire alcuni passaggi della circolare ministeriale relativo al ruolo delle università nella valutazione delle attività teoriche e in quelle pratiche, non c’è stato mai alcun intento di rallentare un processo che noi stessi abbiamo voluto semplificare. Abbiamo precisato che il ruolo delle università, in coerenza con la nuova legge, deve essere quello di provvedere attraverso le scuole di specializzazione alla certificazione e alla valutazione delle sole attività formative teoriche svolte per il passaggio di ciascun anno. Resta, quindi, fermo il nostro obiettivo di rimuovere tutti gli ostacoli, affinché gli specializzandi possano quanto prima essere impiegati. Per farlo, abbiamo previsto che possano svolgere concretamente le loro attività pratiche in tutte le tipologie di aziende sanitarie, assegnando a queste ultime il compito di valutarli sul fronte pratico, quindi valutazione teorica alle scuole di specializzazione, mentre la valutazione pratica alle scuole alle aziende sanitarie. Al tempo stesso, la valutazione della formazione teorica resta anche in capo, anzi resta soprattutto in capo agli atenei. Noi crediamo che questo sia il giusto equilibrio per poter garantire una formazione di eccellenza, ma che risponda anche all’esigenza di immettere il prima possibile nel sistema sanitario nuovi medici specializzati.

Stiamo già lavorando a una riforma che colmi il gap esistente in alcuni settori perché in alcuni ambiti, penso a medicina di emergenza e urgenza e microbiologia, non è tanto la questione di posti a disposizione, come voi ben sapete, ma di attrattività. Servono dei correttivi, certamente. Dobbiamo rivedere i contratti di formazione specialistica, in modo da valorizzare sempre esperienze e competenze ed è quello che stiamo facendo all’insegna della collaborazione con il Ministero della Salute e con tutti i soggetti coinvolti

La replica di Francesco Saverio Romano. Grazie, signor Ministro. Mi conforta averla ascoltata perché io ritengo che, in un momento come questo, sia importante avere delle parole che vanno nella direzione da noi auspicata. Noi riteniamo che il sistema sanitario nazionale sia tra i migliori al mondo, ma che, allo stesso tempo, questo sistema sanitario ha necessità di una riforma che riguarda, da un lato, la formazione come abbiamo detto degli specializzandi; dall’altro lato, la possibilità che una volta specializzati possano accedere al lavoro in maniera sicura e in maniera corretta.

Perché dico in maniera sicura e in maniera corretta? Perché un altro elemento che abbiamo sottolineato nella nostra interrogazione è quello relativo al fatto che su alcune specializzazioni, come lei sa signor Ministro, c’è la fuga dei nostri cervelli e sarebbe auspicabile – certo, non è questa la sua competenza, bensì del Ministro della Salute – che si immaginasse una riforma che preveda per alcuni ruoli medico-chirurgici di responsabilità un diverso trattamento economico. Perché va da sé che se un medico sta dodici ore in sala operatoria non può guadagnare quanto un medico che fa soltanto medicina di base.

31 Luglio 2024

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