Schillaci: “Case e Ospedali di Comunità per ridurre il carico degli ospedali. I medici di famiglia dovranno lavorarci 7 giorni su 7”

Schillaci: “Case e Ospedali di Comunità per ridurre il carico degli ospedali. I medici di famiglia dovranno lavorarci 7 giorni su 7”

Schillaci: “Case e Ospedali di Comunità per ridurre il carico degli ospedali. I medici di famiglia dovranno lavorarci 7 giorni su 7”
Il Ministro della Salute in un’intervista a La Stampa torna a parlare della riforma della sanità territoriale: “Il cittadino troverà nelle case di comunità l'assistenza necessaria a bisogni di salute che non necessitano dell'ospedale. Manterrà il rapporto di fiducia con il proprio medico, ma in aggiunta in caso di bisogno, troverà nella casa di comunità, sette giorni su sette, un altro medico”.

“Le strutture territoriali sono fondamentali. Il cittadino troverà nelle case di comunità l’assistenza necessaria a bisogni di salute che non necessitano dell’ospedale. Negli ospedali di comunità saranno presi in carico i pazienti dimessi dall’ospedale ma non ancora pronti per il ritorno a casa. È evidente come questo sistema serva a evitare il sovraccarico negli ospedali. Inoltre, la digitalizzazione di strutture ospedaliere e territoriali contribuisce al processo di dialogo e integrazione tra i due livelli di assistenza”. È quanto afferma il Ministro della Salute, Orazio Schillaci in un’intervista su La Stampa.

Il Ministro parla anche del ruolo dei medici di famiglia, non citando il passaggio alla dipendenza ma lasciando intendere che molto probabilmente qualcosa accadrà: “Stiamo lavorando per assicurare una adeguata presenza dei medici di famiglia nelle case di comunità in modo che gli assistiti possano sempre trovarne uno, almeno nelle ore diurne, sette giorni su sette. Nello stesso tempo vogliamo anche riqualificarli professionalmente, innovando anche il loro sistema formativo: non più corsi regionali di formazione ma una vera specializzazione universitaria, come accade per altre discipline mediche, e in linea con quanto avviene in altre realtà europee”.

In questo senso il Ministro rassicura che verrà mantenuto il rapporto fiduciario: “Assolutamente no, il cittadino mantiene il rapporto di fiducia con il proprio medico, ma in aggiunta in caso di bisogno, troverà nella casa di comunità, sette giorni su sette, un altro medico che, grazie al Fascicolo sanitario elettronico, avrà a disposizione tutte le informazioni necessarie per una appropriata presa in carico. Questa è la strada più efficace per evitare il ricorso inappropriato al Pronto Soccorso che oggi per molti cittadini sembra l’unica risposta al suo bisogno di salute, anche se deve attendere ore e ore, non presentando condizioni di urgenza”.

Il Ministro parla poi di liste d’attesa e sottolinea come “il ministero ha fatto il suo dovere e nei tempi previsti. Tre decreti sono stati trasmessi alla Conferenza Stato – Regioni di cui due dovrebbero essere esaminati a fine mese. Un altro decreto è fatto e non necessita del passaggio in Conferenza e gli ultimi due sono in dirittura d’arrivo. Non abbiamo perso tempo, sono atti che richiedono diversi passaggi. Il nostro è un sistema sanitario a impronta regionale e i cambiamenti non possono avvenire in un baleno. Chi lo sostiene, mente. Stiamo già lavorando con diverse regioni sui miglioramenti possibili. Sono convinto che inizieremo a vedere i primi risultati già con l’attivazione, a breve, della piattaforma di monitoraggio delle liste d’attesa che finalmente ci permetterà di conoscere in maniera dettagliata a livello di ogni singola Asl i tempi di attesa di visite ed esami e quindi le eventuali criticità”.

12 Gennaio 2025

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