“Nella prossima Manovra investiremo sul capitale umano: nuove assunzioni e stipendi più alti”. Intervista al Ministro Schillaci

“Nella prossima Manovra investiremo sul capitale umano: nuove assunzioni e stipendi più alti”. Intervista al Ministro Schillaci

“Nella prossima Manovra investiremo sul capitale umano: nuove assunzioni e stipendi più alti”. Intervista al Ministro Schillaci
Il ministro della Salute Orazio Schillaci disegna le priorità in vista della di Legge di Bilancio: Dal potenziamento del territorio alle liste d’attesa fino all’efficientamento del Ssn. “Tante inefficienze che possono essere evitate che permettono ai cittadini di avere gli esami e le visite in tempi più rapidi”.

“L’intervento principale della Manovra sarà quello sul capitale umano, sui medici, sugli infermieri, sugli operatori sanitari e socio sanitari, che da sempre rappresentano la parte migliore del nostro servizio sanitario nazionale”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, raggiunto da Quotidiano Sanità negli uffici di Lungotevere Ripa.

Già il ministro aveva confermato, in precedenza, la presenza di risorse aggiuntive ai 4 miliardi già previsti per il 2026 nella Manovra. Stipendi più alti e nuove assunzioni le sue priorità, spiega ai nostri microfoni, in linea con le previsioni che annunciano almeno 140 mila operatori in uscita entro il 2035 (Report Agenas), che ci sarà necessità di sostituire: “Bisogna adoperarsi affinché ci siano nuovi ingressi nel SSN, nuove assunzioni. Ed è molto importante che chi già lavora nel Servizio sanitario nazionale venga gratificato anche dal punto di vista economico, andando a ritoccare, per esempio, le indennità di specificità”. Un’operazione di aumento che il ministro si immagina affiancata a misure di defiscalizzazione che possano avvicinare nuove leve alla professione sanitaria. Specialmente ora, che è il momento di portare a regime Case e Ospedali di Comunità.

“I fondi del PNRR (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza) avevano pensato solo alle infrastrutture – precisa Schillaci -. Noi già nella scorsa Legge di bilancio abbiamo messo delle risorse per assumere medici, infermieri, operatori sanitari e così anche nel 2026. Credo che ora si debba rendere maggiormente attrattive alcune professioni, soprattutto quella degli infermieri. E su questo stiamo lavorando insieme alle Federazioni e agli Ordini professionali”.

Il ministro ha voluto ribadire come la carenza di personale mini anche la funzionalità della riforma dell’assistenza territoriale. Ad oggi sono 660 le Case di Comunità attive sul territorio italiano (dati Monitoraggio Agenas), nella previsione del 2026 ne sarebbero previste 1.723. Pesante il distacco tra nord e sud della Penisola, con Abruzzo, Basilicata e Campania senza alcuna struttura funzionante che confrontano l’abbondanza di Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia. Meglio le Centrali Operative Territoriali (COT), che superano il target PNRR del 2024 con 638 strutture attive su 651 programmate. Peggio di tutto fanno gli Ospedali di Comunità, dove la carenza di personale si evidenzia maggiormente, di cui solo 153 sono le strutture attive, su una previsione di 592.

Per Schillaci la riforma del territorio deve anche passare attraverso un efficientamento generale. In un momento in cui gli investimenti possibili sono limitati rispetto alle aree di intervento che ne avrebbero bisogno, è fondamentale evitare gli sprechi. “Su questo stiamo lavorando con le Regioni per le liste d’attesa, che rappresentano uno dei problemi principali sentiti dai cittadini”, conferma. “Non è sempre solo un problema di risorse, è anche un problema di come vengono investite. È importante fare un’ottimizzazione, creare maggiore organizzazione, tante inefficienze che possono essere evitate che permettono ai cittadini di avere gli esami e le visite in tempi più rapidi”.

Da qualche mese è attiva la Piattaforma Liste d’Attesa che, accompagnata da una detassazione degli straordinari e a un’estensione degli orari per visite e accertamenti verso sere e weekend, sembra aver migliorato i tempi del 21,3% in 997 ospedali (Report Agenas). Per i servizi essenziali si riescono a garantire tempistiche accettabili, ma per le prestazioni programmabili i tempo sono ancora lunghi: anche 185 giorni per un’ecografia addominale, oltre 300 per una mammografia.

“C’è da completare un percorso – conferma il ministro della Salute –, con due punti strettamente collegati alla Manovra. Bisogna rendere più moderne le professioni sanitarie, arrivare alla sanità del terzo millennio. Bisogna trasformare la medicina ospedaliera e la medicina territoriale, le reti vanno riviste e modernizzate, per riavvicinare la sanità ai cittadini. Questo è l’impegno per i prossimi mesi”.

Gloria Frezza

Gloria Frezza

07 Ottobre 2025

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