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Camerae Sanitatis. Intervista a Raul Russo (FdI): “Serve una rivoluzione copernicana della sanità: prevenzione, qualità della spesa e attrattività del Ssn”
Il senatore Russo, membro della 5ª Commissione Bilancio sottolinea il potenziale del nuovo quadro europeo di governance economica per valorizzare la prevenzione come leva strategica del Ssn. E lancia un appello: “Serve un cambio culturale, da un sistema che cura a uno che previene”. Ma servono anche incentivi selettivi per i professionisti, un piano contro la fuga dal pubblico e più collaborazione Stato-Regioni per ridurre le disuguaglianze territoriali.
Prevenzione come investimento strategico, qualità della spesa, personale sanitario da valorizzare e riduzione delle disuguaglianze regionali.
Sono questi, secondo il senatore Raul Russo (FdI), i quattro assi fondamentali per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Intervenuto a Camere Sanitatis ha sottolineato il potenziale del New Economic Governance Framework approvato dall’UE, che consente di escludere alcune spese sanitarie dal calcolo del disavanzo se considerate strategiche. In particolare, per il senatore di Fratelli d’Italia, membro della 5ª Commissione Bilancio, bisogna puntare alla prevenzione primaria e agli screening. Un’opportunità che, può rappresentare una vera “svolta copernicana” per la sanità pubblica, da troppo tempo concentrata solo sulle cure.
Ma non solo, Russo tocca anche i principali nodi del dibattito sulla tenuta del SSN: investimenti e spesa pubblica, attrattività della professione sanitaria, divari regionali e sostenibilità del sistema. E la chiave resta una: spostare il baricentro dalla quantità alla qualità della spesa, usando ogni margine disponibile, europeo e nazionale, per costruire un sistema più efficiente, equo e proiettato nel futuro.
Spesa sanitaria: “Numeri importanti, ma ora serve efficienza e visione” Il Fondo Sanitario Nazionale, è cresciuto, passando da 119 miliardi nel 2019 a 136 miliardi nel 2025, ricorda Russo sottolineando l’attenzione del Governo al capitolo sanità, anche se riconosce che una parte di queste risorse è erosa dall’inflazione. Tuttavia, avverte: “Non possiamo inseguire all’infinito la curva ascendente della spesa. Il nostro è un sistema universalistico, tra i più generosi al mondo: dobbiamo puntare sulla qualità della spesa e sulla prevenzione”.
Una filosofia in linea con il nuovo quadro europeo, che per la prima volta consente agli Stati di trattare le spese per la prevenzione come investimenti strategici, quindi non soggetti ai vincoli ordinari sul disavanzo. “Se saremo più efficaci nel prevenire l’obesità, ad esempio, risparmieremo milioni su malattie metaboliche, cardiovascolari, oncologiche”, spiega Russo: “La prevenzione è oggi un imperativo economico, oltre che sanitario”.
Professionisti e attrattività del Ssn: “Incentivi mirati e rispetto della dignità” Un altro fronte cruciale riguarda il personale sanitario. La carenza di infermieri e la fuga dei medici verso il privato o l’estero sono sotto gli occhi di tutti. Russo ricorda alcune misure già adottate per arginare il fenomeno: aumento delle risorse per gli straordinari, riforma dell’accesso a medicina (legge Bernini), e incentivi mirati per chi lavora in aree disagiate, come le montagne e le isole.
Ma serve anche una battaglia culturale: “I professionisti non devono solo essere pagati meglio, devono anche essere rispettati. Dopo essere stati eroi nel Covid, oggi sono vittime di aggressioni: per questo abbiamo inasprito le pene nel codice penale”. E ricorda: “Stiamo lavorando a una norma specifica sulla colpa medica, per tutelare la professione e ridurre la medicina difensiva”.
Divari territoriali e piani di rientro: “Coordinamento, non centralismo” Le diseguaglianze regionali sono un altro punto dolente. Le Regioni in piano di rientro, come la Sicilia – da cui proviene Russo – scontano ritardi strutturali, con un impatto diretto sull’accesso alle cure. “Negli anni ci sono stati anche sprechi, ma oggi il governo lavora con le Regioni per costruire un sistema di monitoraggio e razionalizzazione condivisa, senza invadere l’autonomia costituzionale”, afferma il senatore.
Un esempio è il piano di monitoraggio delle liste d’attesa, su cui si cerca un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni. “Serve più coordinamento centrale per evitare squilibri, ma non un ritorno al centralismo. È una questione di responsabilità condivisa”.
Il futuro della sanità è nella prevenzione Il tema torna sul tavolo con forza nel finale dell’intervista: la prevenzione come pilastro del nuovo Ssn. “Il governo ha dimostrato attenzione, organizzando pochi mesi fa gli Stati generali della prevenzione a Napoli. Ma ora – grazie al nuovo Patto europeo – abbiamo una leva reale per agire”, dice Russo.
È un cambio di paradigma: “Per troppi anni la sanità è stata pensata solo per curare. Adesso deve diventare un sistema che aiuta a non ammalarsi. È una rivoluzione copernicana che non possiamo più rinviare”.
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