Carenza farmaci. Gemmato: “Non è crisi sistemica”. Insorge il Pd: “Risposta inaccettabile, con la vita delle persone non si scherza”

Carenza farmaci. Gemmato: “Non è crisi sistemica”. Insorge il Pd: “Risposta inaccettabile, con la vita delle persone non si scherza”

Carenza farmaci. Gemmato: “Non è crisi sistemica”. Insorge il Pd: “Risposta inaccettabile, con la vita delle persone non si scherza”

L'interrogazione di Ilenia Malavasi (Pd) sul Depakin nel suo formato granulare, farmaco salvavita per bambini epilettici. Il sottosegretario: “L'Aifa ha attivato le procedure, le compresse disponibili”. La replica: “Non sono intercambiabili, servono misure straordinarie”.

“Non siamo certamente di fronte all’asserita crisi sistemica”. Con queste parole il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha risposto oggi pomeriggio in Commissione Affari Sociali all’interrogazione della deputata dem Ilenia Malavasi sulla grave carenza del Depakin nel suo formulato granulare, farmaco essenziale per migliaia di bambini e ragazzi affetti da epilessia farmacoresistente e disturbi della deglutizione.

Una risposta che ha immediatamente innescato la reazione della parlamentare, intervenuta in replica con toni durissimi: «Di fronte a una situazione grave e concreta che sta mettendo in difficoltà pazienti e famiglie in tutta Italia, non possiamo accontentarci di una risposta burocratica che minimizza il problema senza indicare soluzioni immediate e strutturali».


A innescare l’interrogazione, come ha ricordato la stessa Malavasi, è stata la vicenda di Nicolas, un bambino ligure la cui storia è stata rilanciata in questi giorni da Primocanale, costringendo la famiglia a mobilitare una straordinaria catena di solidarietà da Nord a Sud per reperire una terapia introvabile. “I casi sono tantissimi – ha scandito la deputata – quando un medicinale essenziale come il Depakin, nel suo formulato granulare, diventa irreperibile, lo Stato ha il dovere di intervenire con tempestività e trasparenza”.


Il sottosegretario ha ricostruito punto per punto l’intervento dell’Aifa, attivata “immediatamente” per monitorare la disponibilità del prodotto e dialogare con il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio. “L’azienda – ha riferito Gemmato – ha comunicato che sono già state effettuate recenti consegne sui canali ospedaliero e farmaceutico e che a breve è prevista la distribuzione di diverse formulazioni”.

Al momento, ha precisato, risultano disponibili le confezioni di Depakin Chrono 500 compresse a rilascio prolungato, “frazionabili e adatte a pazienti con difficoltà di deglutizione”, oltre alla formulazione in soluzione orale 200 mg/ml. I pazienti che passeranno a una formulazione non strettamente intercambiabile, ha assicurato il sottosegretario, “sono comunque sottoposti ad attento monitoraggio”.


Uno dei passaggi più controversi ha riguardato la dimensione del fenomeno. Malavasi, nell’interrogazione, citava “oltre 4000 farmaci carenti”. Gemmato ha ridimensionato il dato: “Il Tavolo Tecnico delle Indisponibilità (TTI) – istituito nel 2015 – ha revisionato la lista. Il numero citato comprende farmaci per i quali sul mercato c’è ampia disponibilità di equivalenti e alternative terapeutiche. Le effettive carenze ammontano soltanto a circa 30 referenze mancanti su tutto il territorio nazionale, importate dall’estero”.


Proprio la cifra ha fatto deflagrare la replica della deputata dem. “Non si può liquidare tutto come una questione tecnica o statistica. Per le famiglie coinvolte non si tratta di numeri, ma di salute, continuità terapeutica e qualità della vita. Parliamo di persone fragili, con disturbi di deglutizione o alimentate con Peg, con condizioni cliniche complesse. La continuità delle cure deve essere una priorità assoluta. Con la vita delle persone non si scherza e non sono ammessi ritardi”.

Malavasi ha annunciato battaglia: “Continuerò a incalzare Governo e Aifa, affinché vengano adottate misure straordinarie e immediate: monitoraggio puntuale e pubblico delle scorte, procedure rapide di importazione, confronto con le aziende produttrici e un piano strutturale per prevenire il ripetersi di simili carenze. La situazione è seria e non può essere sottovalutata con una non risposta. Le famiglie meritano certezze, non rassicurazioni generiche”.


Gemmato aveva concluso il suo intervento ricordando l’esistenza, dal 2015, del Tavolo Tecnico delle Indisponibilità, “strumento di confronto e collaborazione tra istituzioni pubbliche e attori della filiera farmaceutica”. Una precisazione che, agli occhi dell’opposizione, ha suonato come la certificazione di un meccanismo ormai inadeguato rispetto all’urgenza dei casi concreti.

11 Febbraio 2026

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