Ciao 2013/17. Scaccabarozzi (Farmindustria): “Annata deludente. E basta pregiudizi: siamo un volano di crescita” 

Ciao 2013/17. Scaccabarozzi (Farmindustria): “Annata deludente. E basta pregiudizi: siamo un volano di crescita” 

Ciao 2013/17. Scaccabarozzi (Farmindustria): “Annata deludente. E basta pregiudizi: siamo un volano di crescita” 
Un anno poco proficuo per il presidente degli industriali del farmaco anche se con la Legge di Stabilità “abbiamo colto e apprezzato il senso di responsabilità del Governo che ha capito il valore del nostro settore”. E per il 2014 auspica stabilità politica la chiusura del Patto per la Salute e una Spending review che non segua nella logica dei tagli lineari.

Un 2013 dal bilancio in grigio-scuro per le industrie del farmaco. Perché se da un lato con la Legge di Stabilità non vi sono stati altri tagli gli attacchi e i tentativi di fare cassa con il comparto non sono mancati. “Non è stato certamente un anno proficuo anche se con la Legge di Stabilità, nonostante alcuni tentativi di fare cassa con il comparto, il Governo ha mostrato senso di responsabilità“. Spiega in quest’intervista il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi che auspica come nel 2014 con la Spending review e il Patto per la Salute si possa proseguire in una logica che dia certezze al comparto.
 
Presidente Scaccabarozzi, che bilancio si sente di fare del 2013 appena trascorso?
Non è stato certamente un anno proficuo anche se con la Legge di Stabilità, nonostante alcuni tentativi di fare cassa con il comparto, il Governo ha mostrato senso di responsabilità e ha capito che il settore aveva già dato abbastanza (anzi, direi più che abbastanza) con le misure della manovra del 2012 che ricordo incideranno pesantemente anche nel 2014. Mi riferisco al rimborso per lo sforamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera di cui peraltro è difficile stabilire la reale entità. Credo che molte aziende soffriranno. In ogni caso con la Stabilità si è data un po’ di certezza al comparto. Certo, per il resto il bilancio del 2013 è stato negativo e nonostante una crescita del settore negli ultimi mesi dell’anno, occorre rimarcare come essa sia dovuta in principal modo all’aumento dell’export.
 
Quali sono invece gli auspici e le prospettive per il 2014?
Quest’anno vi saranno due passaggi caldi da affrontare: la Spending review e il Patto per la Salute. Ci auguriamo innanzitutto un’unità d’intenti dei vari attori nel guardare al nostro comparto come ad un volano di sviluppo. Dico questo perché nonostante il Governo abbia dimostrato la volontà di riportare stabilità al settore dal Parlamento sono giunti numerosi attacchi pregiudiziali. I nostri conti sono in ordine, la nostra spesa è predeterminata, abbiamo una governane e i prezzi standard. Senza dimenticare come l’Aifa sia diventata una vera e propria centrale unica di acquisto dato che negoziamo tetti, volumi, prezzi e sconti. Detto ciò auspichiamo una Spending review responsabile che non imbocchi la ‘solita’ strada dei tagli lineari. E in questo senso sollecitiamo una riapertura del tavolo sulla farmaceutica presso il Ministero dello Sviluppo Economico che è fermo da mesi.

Quali sono i rischi di nuovi tagli?
Il pericolo di una logica bancomat sono i disinvestimenti nel comparto e un calo della domanda interna ancora più vistoso. Un danno, e lo dico anche alle Regioni, che non ci possiamo permettere sia come sistema paese che come cittadini-pazienti che vogliono continuare a curarsi con quanto di meglio la farmaceutica propone. Vede, spesso intorno al settore vi sono grossi pregiudizi come le dicevo prima e si affronta il tema solo dal lato della ricerca e delle nuove scoperte. Noi vogliamo far capire che i benefici del nostro lavoro si riverberano quotidianamente sui pazienti che sono i protagonisti della sanità e i destinatari del nostro operato.

Tornando al 2014 crede che il Governo Letta debba proseguire il suo cammino o sia invece necessario recarsi al più presto alle urne?
Sono spesso all’estero per lavoro e le posso dire che a livello internazionale siamo osservati da vicino e si augurano che il nostro Paese possa garantire una stabilità governativa di almeno uno-due anni. Auspico quindi una prosecuzione del Governo in nome di un interesse comune che metta da parte le contrapposizioni.

L.F.
 
Per leggere le altre interviste ai protagonisti della sanità vai allo speciale "Ciao 2013".

L.F.

08 Gennaio 2014

© Riproduzione riservata

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