Coronavirus. Question time/2. Sileri: “Presentato emendamento Governo al Dl ‘Cura Italia’ per potenziare teleassistenza”

Coronavirus. Question time/2. Sileri: “Presentato emendamento Governo al Dl ‘Cura Italia’ per potenziare teleassistenza”

Coronavirus. Question time/2. Sileri: “Presentato emendamento Governo al Dl ‘Cura Italia’ per potenziare teleassistenza”
Il viceministro alla Salute rispondendo ad un’interpellanza alla Camera del M5S ha annunciato che “al fine di dotare le unità assistenziali speciali delle tecnologie e degli strumenti che consentano o facilitino il monitoraggio, la prevenzione e il controllo, anche a distanza, contenendo al contempo il rischio di contagio per i professionisti sanitari e gli assistiti, il Governo ha presentato un emendamento che ha la specifica finalità di estendere le previsioni già contenute nell'articolo 75 del ‘Cura Italia’”.

“La telemedicina, oltre a rappresentare un valido strumento per fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso, in cui è fortemente raccomandato limitare gli spostamenti e i contatti, è fondamentale per accrescere l'equità nell'accesso ai servizi socio-sanitari sul territorio, grazie al decentramento e alla flessibilità dell'offerta, per redistribuire in modo ottimale le risorse umane e tecnologiche tra i diversi presidi, consentendo di coprire le esigenze di competenze professionali eventualmente carenti, e per offrire, grazie alla disponibilità di servizi di teleconsulto anche a bordo di ambulanze, un valido supporto ai servizi di urgenza”. È quanto ha affermato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri rispondendo ad un’interpellanza alla Camera del M5S in merito ad iniziative volte a garantire un adeguato supporto tecnologico per il monitoraggio, la prevenzione e il controllo a distanza nei confronti dei pazienti in relazione all'emergenza sanitaria COVID-19 
 
Inoltre Sileri ha annunciato che “al fine di dotare le unità assistenziali speciali delle tecnologie e degli strumenti che consentano o facilitino il monitoraggio, la prevenzione e il controllo, anche a distanza, contenendo al contempo il rischio di contagio per i professionisti sanitari e gli assistiti, il Governo ha presentato un emendamento che ha la specifica finalità di estendere le previsioni già contenute nell'articolo 75 del “Cura Italia”.
 
L’intervento integrale del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri.
Ringrazio l'onorevole Provenza e tutti gli interpellanti. Il Ministero della salute condivide la rilevanza delle tematiche sollevate con tale interpellanza ed è consapevole che i servizi di telemedicina rivestono un ruolo importante nel processo verso la realizzazione di un'ottimale integrazione socio-sanitaria, anche attraverso forme innovative di servizi domiciliari.
 
La telemedicina, oltre a rappresentare un valido strumento per fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso, in cui è fortemente raccomandato limitare gli spostamenti e i contatti, è fondamentale per accrescere l'equità nell'accesso ai servizi socio-sanitari sul territorio, grazie al decentramento e alla flessibilità dell'offerta, per redistribuire in modo ottimale le risorse umane e tecnologiche tra i diversi presidi, consentendo di coprire le esigenze di competenze professionali eventualmente carenti, e per offrire, grazie alla disponibilità di servizi di teleconsulto anche a bordo di ambulanze, un valido supporto ai servizi di urgenza.
 
Considerata la rapida evoluzione dell'ultimo decennio, è plausibile che nel citato Piano nazionale di preparazione e risposta all'emergenza del 2005 non furono inseriti riferimenti alla telemedicina, considerato che, a quel tempo, le relative tecnologie non erano probabilmente ancora mature, così mature per essere utilizzate. Infatti, è del 20 febbraio 2014 l'intesa tra il Governo, le regioni e le province autonome sul documento “Telemedicina – Linee di indirizzo nazionali”, siglata al fine di garantire uno sviluppo coordinato, armonico e coerente della telemedicina nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.
 
Quanto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, si ricorda che con l'ultima legge di bilancio, in particolare con il comma 449, è stato autorizzato un contributo di 235 milioni, a valere sul fondo destinato all'edilizia sanitaria, di cui alla legge n. 67 del 1988, per far fronte al fabbisogno di apparecchiature sanitarie finalizzate a garantire l'espletamento delle prestazioni di competenza.
 
Il decreto ministeriale di riparto delle risorse prevede proprio che nel piano dei fabbisogni che ciascuna regione deve predisporre siano ricompresi strumenti di telemedicina per: “(…) garantire l'espletamento delle prestazioni di competenza dei medici di medicina generale nonché dei pediatri di libera scelta (…)”. Va inoltre considerato che nel 2019, prima del verificarsi di questa emergenza, il Ministero della salute aveva già avviato, con i finanziamenti del Fondo sociale europeo, il Piano operativo del Governo sulla cronicità “Sostenere la sfida alla cronicità con il supporto dell'ICT”, proprio per promuovere la riorganizzazione della gestione della cronicità tramite l'utilizzo delle tecnologie digitali.
 
Per di più, in attuazione di uno specifico obiettivo operativo previsto nella direttiva del Ministro per l'anno 2019, attraverso un apposito questionario online, è stata effettuata la mappatura delle esperienze di telemedicina sul territorio nazionale. Le esperienze così rilevate, incrociate con le buone pratiche emerse nell'ambito del Piano sulla cronicità, consentiranno di individuare la modalità più efficace o le modalità più efficaci già applicate in alcune regioni per l'estensione a tutto il territorio nazionale.
 
Inoltre, sempre nel corso del 2019, è stato attivato presso l'Istituto superiore di sanità il Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali, uno specifico gruppo di studio per la valutazione economica e gestionale dei servizi di telemedicina. Infine, lo scorso 25 marzo, nella circolare ministeriale recante “Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19” si è fatto esplicito riferimento alle iniziative di coordinamento per l'utilizzo dell'ICT nell'emergenza che stiamo vivendo.
 
Da ultimo, va considerato che, al fine di dotare le unità assistenziali speciali delle tecnologie e degli strumenti che consentano o facilitino il monitoraggio, la prevenzione e il controllo, anche a distanza, contenendo al contempo il rischio di contagio per i professionisti sanitari e gli assistiti, il Governo ha presentato un emendamento che ha la specifica finalità di estendere le previsioni già contenute nell'articolo 75 del “Cura Italia”.
 
La replica di Provenza (M5S)
L’emergenza di queste settimane sta consacrando la tecnologia e ci costringe a rivedere completamente molte modalità di socialità ma anche di cura. Oggi l’intento fondamentale per gestire nel miglior modo possibile la situazione sanitaria è  quello di ridurre occasioni di contatto/contagio tra medico e paziente, facilitando inoltre l’integrazione tra diversi professionisti. La telemedicina rappresenta uno strumento utilissimo proprio in una situazione emergenziale come questa: è fondamentale quindi avere l’immediata disponibilità di tali tecnologie e strumenti che consentano e facilitino il monitoraggio, la prevenzione e il controllo del COVID-19. In una visione di più lungo periodo, visto che le malattie cronico-degenerative già caratterizzano il nostro presente, tali tecnologie aiuteranno a rendere permanentemente sostenibile e meglio gestibile il nostro Servizio Sanitario Nazionale”. Così Nicola Provenza, deputato del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali e Sanità, intervenuto nell’Aula di Montecitorio per l’interpellanza al viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri.
 
“Il Governo si è impegnato ad attivare i percorsi di telemedicina: dal viceministro Sileri ho ricevuto segnali molto positivi, che ora però dovranno essere seguiti dai fatti. Il nostro Paese, come d’altra parte tutti gli altri Paesi del mondo, non era pronto alla pandemia, ma da questi mesi abbiamo grandi lezioni da imparare. Abbiamo l'onere clinico e assistenziale di giocare d’anticipo anche con l’applicazione della salute digitale. Soltanto in questo modo la tecnologia potrà rappresentare da subito uno strumento efficace per tutti i pazienti: oggi per l’emergenza, domani per la gestione dell’assistenza sul territorio, nella maniera più efficace ed efficiente possibile”, conclude Provenza.

02 Aprile 2020

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