Covid. Question time Speranza: “Cts Aifa al lavoro per prescrizione antivirali da parte dei medici di famiglia”. E Italia Viva chiede anche che siano distribuiti nelle farmacie territoriali

Covid. Question time Speranza: “Cts Aifa al lavoro per prescrizione antivirali da parte dei medici di famiglia”. E Italia Viva chiede anche che siano distribuiti nelle farmacie territoriali

Covid. Question time Speranza: “Cts Aifa al lavoro per prescrizione antivirali da parte dei medici di famiglia”. E Italia Viva chiede anche che siano distribuiti nelle farmacie territoriali
Così il Ministro della Salute rispondendo ad un Question time di Italia Viva alla Camera. “Ora che abbiamo più dosi a disposizione, perché le dosi in una prima fase sono arrivate in Italia in un numero molto limitato, stiamo lavorando alla territorializzazione”. Nella replica Italia Viva ringrazia il ministro e sollecita anche la questione della distribuzione che ritiene sia da affidare alle farmacie territoriali.

“Ora che abbiamo più dosi a disposizione, perché le dosi in una prima fase sono arrivate in Italia in un numero molto limitato, stiamo lavorando alla territorializzazione: l’idea è quella di arrivare a consentire la prescrizione anche ai medici di medicina generale proprio per favorire un accesso più capillare. Proprio nella giornata di ieri su questo ha iniziato a lavorare il Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco. Io penso che sia la direzione giusta per promuovere una maggiore vicinanza e una più veloce somministrazione di questo farmaco”. È quanto ha annunciato il Ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo ad un’interrogazione di Italia Viva alla Camera rispetto alla somministrazione dei farmaci antivirali contro il Covid che è partita a rilento.

La risposta integrale del Ministro della Salute
Ringrazio gli interroganti per aver posto l’attenzione su un tema importante nella nostra lotta contro il COVID. Se siamo, infatti, in una fase diversa di gestione della pandemia è grazie alla scienza che ci ha dato vaccini sicuri ed efficaci e, nell’ultima fase, anche farmaci che possono rappresentare un’ulteriore arma dentro questa fase. Paxlovid, insieme a Molnupiravir, è in utilizzo nel nostro Paese già dall’inizio di quest’anno. I consumi, per quanto riguarda Paxlovid, al 30 marzo sono di 5.171 trattamenti. Nella settimana tra il 17 e il 23 marzo c’è stato un più 31 per cento rispetto alla settimana precedente. I livelli del consumo in Italia sono piuttosto simili rispetto a quelli degli altri Paesi europei. Le regole d’uso, come prima si ricordava, sono di una somministrazione entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi e Aifa ha definito chiaramente i criteri per la selezione dei pazienti sulla base della loro fragilità e anche con particolare attenzione alle interazioni con altri farmaci.

Ora che abbiamo più dosi a disposizione, perché le dosi in una prima fase sono arrivate in Italia in un numero molto limitato, stiamo lavorando alla territorializzazione: l’idea è quella di arrivare a consentire la prescrizione anche ai medici di medicina generale proprio per favorire un accesso più capillare.

Proprio nella giornata di ieri su questo ha iniziato a lavorare il Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco. Io penso che sia la direzione giusta per promuovere una maggiore vicinanza e una più veloce somministrazione di questo farmaco.

In chiusura, mi sia consentito di dire che i farmaci antivirali sono sicuramente importanti, rappresentano uno degli strumenti in campo per affrontare questa fase nuova, ma non sostituiscono in alcun modo il vaccino, che resta l’arma fondamentale con cui affrontare questa fase di contrasto al COVID.

La replica di Lisa Noja (IV)
Grazie, Presidente. Ringrazio il Ministro per la risposta, che ci soddisfa. Concordiamo assolutamente con lei sul fatto che vaccini e antivirali non sono sostitutivi l’uno dell’altro, ma è importante che oggi, grazie alla scienza, possiamo usufruire di questa ulteriore arma per proteggere soprattutto le persone più a rischio dalle conseguenze gravi del COVID.

Siamo anche molto soddisfatti di sentire la direzione che state prendendo, perché evidentemente è un farmaco che ha delle caratteristiche peculiari, cioè la tempistica è fondamentale, e il fatto di ridurre al minimo possibile qualsiasi rallentamento o farraginosità burocratica è fondamentale.

Noi insistiamo anche perché, oltre al coinvolgimento, come lei stesso ci ha confermato, dei medici di medicina generale, dal punto di vista della distribuzione si passi alle farmacie territoriali. In questa pandemia le farmacie hanno dimostrato di essere dei presìdi fondamentali per la salute dei cittadini. Abbiamo affidato loro delle operazioni e dei trattamenti importanti, come la somministrazione dei vaccini o dei tamponi. Evidentemente, anche l’erogazione, attraverso loro, di questo farmaco aiuterebbe i pazienti ad avere il farmaco più rapidamente.

Siamo contenti, quindi, di questa iniziativa. Speriamo che serva per assicurare a tutti i pazienti eleggibili l’accesso rapido e tempestivo a questa cura e ci rallegriamo, anche perché, come lei sottolineava, siamo in una fase nuova, siamo in una fase di convivenza con il virus, e il fatto di poter usare appieno tutte le armi di cui disponiamo e di proteggere al meglio i cittadini fragili, che anche se vaccinati possono comunque contrarre il virus, è fondamentale, è l’unica strada per poter uscire davvero dalla pandemia. Quindi, la ringraziamo e speriamo che queste decisioni verranno assunte nel minor tempo possibile.

06 Aprile 2022

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