Ddl concorrenza. Antitrust “promuove” società capitali in farmacia e insiste su liberalizzazione farmaci fascia C

Ddl concorrenza. Antitrust “promuove” società capitali in farmacia e insiste su liberalizzazione farmaci fascia C

Ddl concorrenza. Antitrust “promuove” società capitali in farmacia e insiste su liberalizzazione farmaci fascia C
Il presidente Giovanni Pitruzzella in audizione alla Camera interviene anche sulle misure per le farmacie. Bene “possibilità che anche società di capitali possano essere proprietarie delle farmacie e l’abolizione del tetto massimo di quattro farmacie di cui un soggetto può essere titolare”. Ma occorre “specifico intervento in sede di esame del ddl” per liberalizzazione vendita farmaci fascia C. IL TESTO

Semaforo verde alla “possibilità che anche società di capitali possano essere proprietarie delle farmacie e l’abolizione del tetto massimo di quattro farmacie di cui un soggetto può essere titolare” ma sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie “sarebbe opportuno uno specifico intervento in sede di esame del disegno di legge”. Questa la posizione espressa dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato,Giovanni Pitruzzella in audizione alla Camera presso le Commissione riunite Finanza e Attività produttive sul Ddl Concorrenza sul tema farmacie.
 
“Quando si parla di liberalizzazione delle farmacie – si legge nel testo – ci si riferisce in sostanza a tre aspetti: la liberalizzazione del numero di farmacie; la liberalizzazione della proprietà delle farmacie; la liberalizzazione della vendita dei farmaci. In Italia, negli ultimi anni, sono stati fatti passi in avanti nel settore delle distribuzione farmaceutica. Ad esempio, sono state adottate disposizioni che incrementano il rapporto tra il numero di farmacie autorizzabili e il numero di abitanti. Tuttavia, tali disposizioni non si traducono necessariamente e direttamente in un incremento della concorrenza di prezzo e/o di qualità”.
 
Ma affinché il risultato sia raggiunto, l’Autorità ritiene necessario che siano “rimosse tutte le restrizioni all’apertura di nuove farmacie e che siano superati gli attuali limiti concernenti la possibilità per un unico soggetto di assumere la titolarità di più licenze. Il disegno di legge va nella giusta direzione, prevedendo la possibilità che anche società di capitali possano essere proprietarie delle farmacie e l’abolizione del tetto massimo di quattro farmacie di cui un soggetto può essere titolare. Nell’ambito dell’eliminazione dei vincoli allo svolgimento dell’attività, restano tuttavia ancora inascoltate le proposte dell’Autorità con riguardo all’esigenza di superare l’attuale sistema di contingentamento del numero di farmacie presenti sul territorio nazionale attraverso la trasformazione dell’attuale numero massimo in numero minimo, così da eliminare un vincolo allo svolgimento dell’attività economica, continuando a garantire la copertura del territorio”.
 
Nell’ottica di “raggiungere sempre maggiori benefici in termini di concorrenza di prezzo e/o qualità, si auspica inoltre che il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci possa proseguire non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi e un loro rafforzamento (anche attraverso forme innovative di business), ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza di un farmacista, dei medicinali di fascia C che sono soggetti a prescrizione medica, ma il cui costo è a carico del paziente. Si tratta di una misura che consentirebbe un incremento delle dinamiche concorrenziali nella fase distributiva di tali prodotti, con indubbi benefici per i consumatori anche in termini di ampliamento della ‘copertura distributiva’, non più rappresentata dalle sole farmacie, ma arricchita dai punti vendita della grande 18 distribuzione o dalle parafarmacie presenti nel territorio. Infatti, laddove venga in ogni caso prevista la presenza di un farmacista nel punto vendita, la tutela della salute non verrebbe in alcun modo intaccata”.
 
“La liberalizzazione dei farmaci di Fascia C – ha concluso – è quindi un tema sul quale sarebbe opportuno uno specifico intervento in sede di esame del disegno di legge”.

25 Giugno 2015

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