Ddl concorrenza. Federfarma Roma: “Con tetto al 20%, cinque società potrebbero prendersi tutto il mercato”

Ddl concorrenza. Federfarma Roma: “Con tetto al 20%, cinque società potrebbero prendersi tutto il mercato”

Ddl concorrenza. Federfarma Roma: “Con tetto al 20%, cinque società potrebbero prendersi tutto il mercato”
La denuncia di Federfarma Roma: "La quota del 20% avrebbe senso soltanto se rappresentasse il tetto per l’intera totalità delle società di capitali in un determinato territorio, e non la quota che può entrare nelle mani di ogni singolo gruppo". Per il presidente Vittorio Contarina: "È intollerabile l'oligopolio sui farmaci". 

"Diversi organi di stampa negli ultimi giorni hanno riportato notizie inerenti al Ddl concorrenza sull'ipotesi di introdurre un tetto del 20% per contenere lo sviluppo delle società di capitale. La quota riguarderebbe il numero massimo di farmacie che ciascuna azienda potrà detenere, e sarebbe calcolato su base regionale. Se così fosse si tratterebbe di una palese presa per i fondelli: basterebbero infatti solo 5 società per detenere il 100% delle farmacie. Mi chiedo cosa ne pensi l'Antitrust, sempre così solerte nel condannare una supposta condizione di monopolio di ben 18mila farmacie, quando in questo caso solo 5 soggetti potrebbero detenere la totalità del mercato dei farmaci di una Regione e di conseguenza stabilirne i prezzi". Così Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma.
 
"La quota del 20% – spiega Contarina – sarebbe eventualmente utile se rappresentasse il tetto per l'intera totalità delle società di capitali presenti in un determinato territorio che, ad ogni buon conto, a mio giudizio non dovrebbe essere la Regione, ma il singolo comune o in alcuni casi la singola Asl. È infatti di tutta evidenza che se rimanesse su base regionale, la suddetta quota di farmacie in mano ad una sola società si andrebbe preferibilmente a concentrare nelle grandi città".

"Concludendo, se il 'paletto' ipotizzato dovesse restare questo, non solo sarebbe totalmente inutile, ma anzi sarebbe altamente pericoloso in quanto la salute degli italiani verrebbe potenzialmente messa nelle mani di soli 5 soggetti, con conseguenze facilmente immaginabili", conclude il presidente di Federfarma Roma.


 


Lorenzo Proia

 

13 Giugno 2016

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