Decreto appropriatezza. Torluccio (Uil Fpl): “Le disposizioni contenute nel dl Enti locali hanno mostrato la loro natura di tagli”

Decreto appropriatezza. Torluccio (Uil Fpl): “Le disposizioni contenute nel dl Enti locali hanno mostrato la loro natura di tagli”

Decreto appropriatezza. Torluccio (Uil Fpl): “Le disposizioni contenute nel dl Enti locali hanno mostrato la loro natura di tagli”
Così in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl. "Invece di intervenire a monte sulle cause della medicina difensiva - a partire dalla disciplina della responsabilità - si interviene a valle mettendo il medico tra due fuochi, le possibili sanzioni pecuniarie per eccesso di prescrizione e le possibili azioni giudiziarie per supposti danni derivanti da difetto di prescrizione". 

"Le bugie, si sa, hanno le gambe corte e alla prova del primo provvedimento attuativo le disposizioni sulla sanità contenute nel cosiddetto dl Enti locali hanno mostrato inevitabilmente la loro natura di tagli, sbagliati e insostenibili in un settore il cui finanziamento è ormai prossimo a scendere sotto i livelli di guardia". Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio.
 
"Invece di prenderne atto e cercare soluzioni che non ricadano pericolosamente sulla possibilità di accesso alle prestazioni, specialmente per le fasce più deboli, l’unica preoccupazione di Governo e Regione sembra essere quella di lavarsi le mani dalla responsabilità delle scelte effettuate. Insomma – rosegue Torluccio – riprende l’avvilente scaricabarile che ha caratterizzato questa vicenda fin dall’inizio, riflettendosi nei provvedimenti adottati sin d’ora i quali dovrebbero dare attuazione al taglio dei 2,352 miliardi di euro. Il governo ha tagliato i trasferimenti alle regioni, le regioni hanno tagliato le risorse della sanità e ridurranno i trasferimenti alle Asl, le Asl taglieranno le retribuzioni di risultato dei medici, i medici, forse, ridurranno le prescrizioni, a danno della deontologia e dell’autonomia professionale, col rischio di essere chiamati in giudizio da pazienti che si riterranno danneggiati da questa eventuale scelta, i cittadini dovranno pagarsi di tasca propria ulteriori prestazioni e chi non ne ha la possibilità economica dovrà rinunciarvi. Insomma alla fine della fiera, ancora una volta il cerino rimane in mano agli operatori e agli utenti del Ssn".
 
"Se poi, come qualcuno afferma, il decreto sull’appropriatezza prescrittiva vuole contrastare la medicina difensiva e andrà a colpire solo le prestazioni inutili, ci permettiamo di dire che la strada intrapresa sembra molto singolare. Invece di intervenire a monte sulle cause della medicina difensiva – a partire dalla disciplina della responsabilità – si interviene a valle mettendo il medico tra due fuochi, le possibili sanzioni pecuniarie per eccesso di prescrizione e le possibili azioni giudiziarie per supposti danni derivanti da difetto di prescrizione. In questa brutta vicenda dove operatori e cittadini potrebbero pagare un duro prezzo qualcuno forse ci guadagna; potrebbe essere il privato e in particolare il privato non accreditato. E direi che partendo da questo aspetto – onclude Torluccio – una riflessione su dove si sta portando il Ssn andrebbe fatta".

25 Settembre 2015

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