Fine vita. La Corte Costituzionale non ammette il referendum su “omicidio del consenziente”

Fine vita. La Corte Costituzionale non ammette il referendum su “omicidio del consenziente”

Fine vita. La Corte Costituzionale non ammette il referendum su “omicidio del consenziente”
Niente da fare per il referendum per l'abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente) che avrebbe aperto alla possibilità di procedere all'eutanasia. L'Ufficio stampa della Consulta lo ha ritenuto inammissibile perché, "a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili".

La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum denominato “Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente)”.
 
In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili.
 
La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni.
 
"Questa per noi è na brutta notizia. È una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo. Una brutta notizia per la democrazia. Sull'eutanasia proseguiremo con altri strumenti, abbiamo altri strumenti. Come con Piergiorgio Welby e Dj Fabio. Andremo avanti con disobbedienza civile, faremo ricorsi. Eutanasia legale contro eutanasia clandestina". Questo il primo commento di Marco Cappato, dell'associazione Luca Coscioni, dopo la notizia arrivata dalla Consulta.

15 Febbraio 2022

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