Interrogazioni Affari Sociali/5. Faraone su eutanasia Trentini: “Non compete al Ministero verifica validità consenso informato rilasciato in Svizzera”

Interrogazioni Affari Sociali/5. Faraone su eutanasia Trentini: “Non compete al Ministero verifica validità consenso informato rilasciato in Svizzera”

Interrogazioni Affari Sociali/5. Faraone su eutanasia Trentini: “Non compete al Ministero verifica validità consenso informato rilasciato in Svizzera”
Coloro che si sono autodenunciati per aver reso possibile tale percorso sono attualmente indagati dalla procura di Massa per il reato di istigazione di aiuto al suicidio. "Si ritiene che competa ai titolari dell'inchiesta verificare la validità del consenso informato rilasciato". Così il sottosegretario alla Salute ha risposto ieri ad un'interrogazione presentata da Paola Binetti (Udc).

"Compete ai titolari dell'inchiesta in corso verificare, se del caso, la validità del consenso informato rilasciato dal sig. Trentini: un consenso, peraltro, rilasciato in uno stato estero, con modalità stabilite dalle norme di quello Stato, per una procedura consentita solo in quello Stato e vietata dal nostro". Così il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, ha risposto ieri in commissione Affari Sociali ad un'interrogazione presentata da Paola Binetti (Udc), nella quale si chiedeva di far luce sulla condizione psicopatologica nella quale si trovava Davide Trentini nel momento del trasferimento in Svizzera per richiedere l'eutanasia, e quali iniziative di competenza intenda il Ministero della Salute assumere per sostenere le persone che presentino gravi patologie per evitare che possano determinarsi all'eutanasia.
 
Coloro che si sono autodenunciati per aver reso possibile tale percorso sono attualmente indagati dalla procura di Massa per il reato di istigazione di aiuto al suicidio, ha ricordato il sottosegretario. Le informazioni relative al caso "sono pervenute al Ministero della salute solo a seguito della risonanza della notizia presso l'opinione pubblica; né sarebbe potuto avvenire diversamente, non sussistendo ragionevoli motivazioni per imporre agli enti del Ssn di comunicare agli uffici centrali di questo Dicastero i contenuti specifici di singoli percorsi di cura – i quali, peraltro, come noto, sono caratterizzati da un rigorosissimo regime di privacy", ha sottolineato Faraone.
 
"Allo stato attuale della normativa italiana, che come è noto non regola il consenso informato – ha concluso – non è, infatti, possibile al nostro Ministero indagare direttamente nel merito delle procedure sanitarie liberamente scelte da un nostro connazionale che si è recato all'estero".
 
Paola Binetti (Udc), replicando, ha ringraziato il sottosegretario per la risposta. Raccomanda, quindi, al Governo di implementare l'attività di sostegno nei confronti delle persone che presentano gravi patologia, anche attraverso l'azione di psichiatri e psicologi. Richiamando il caso concreto, dal quale ha tratto la propria origine l'interrogazione in oggetto, fa presente che la depressione è un sintomo chiaro della sclerosi multipla e, pertanto, se la persona che ne è affetta non è adeguatamente sostenuta, si apre un rischio concreto di determinazione verso l'eutanasia a causa della condizione psicopatologica del paziente. 

21 Aprile 2017

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