La Fvm scrive a Governo e Regioni: “Nove miliardi nel Recovery sono insufficienti: si investa con la stessa logica usata dalla BCE di Draghi per banche ed economia” 

La Fvm scrive a Governo e Regioni: “Nove miliardi nel Recovery sono insufficienti: si investa con la stessa logica usata dalla BCE di Draghi per banche ed economia” 

La Fvm scrive a Governo e Regioni: “Nove miliardi nel Recovery sono insufficienti: si investa con la stessa logica usata dalla BCE di Draghi per banche ed economia” 
Lettera aperta del presidente Grasselli: “L’ormai cronico sottofinanziamento della Sanità pubblica ha aperto voragini nei Livelli Essenziali di Assistenza e ha esposto a patologie e carenza di tutele milioni di persone mentre altre quote rilevanti della società si sono rivolte al mercato privato che ha trovato conveniente sostituirsi al Ssn in arretramento”.

L’ipotesi di assegnare solo 9 miliardi di euro del Recovery Fund in Sanità fa muovere la Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti Sanitari (Fvm): una ipotesi “scorcertante” come viene definita, a seguito del Congresso Nazionale svoltosi nei giorni scorsi per il rinnovo delle cariche, a cui fa seguito una lettera aperta del presidente Aldo Grasselli al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

“La pandemia Covid-19 ha acuito e messo in luce gravi disuguaglianze e le sempre più vaste carenze del Ssn. I sistemi sanitari delle regioni sono al collasso e rischiano di crollare sotto il peso della terza ondata”, si legge, “l’ormai cronico sottofinanziamento della Sanità pubblica ha aperto voragini nei Livelli Essenziali di Assistenza e ha esposto a patologie e carenza di tutele milioni di persone mentre altre quote rilevanti della società si sono rivolte al mercato privato che ha trovato conveniente sostituirsi al Ssn in arretramento”.

Questa politica “è stata disastrosa”, e ci ha insegnato “che la presa in carico ospedaliera si è rivelata insufficiente ed ha messo in luce le debolezze e le criticità della sanità territoriale”.

Con la “stessa logica”
“I contributi europei, sia il Recovery Fund, sia anche il Mes sanitario devono essere destinati al superamento della crisi della Sanità nell’entità che occorrerà, ad ogni costo! Cioè con la stessa determinata logica con cui l’Ue e la Bce di Draghi hanno salvato le banche e l’economia dell’Eurozona durante la crisi finanziaria del 2012. Una tutela della salute disuguale e insufficiente è un atto di violazione della nostra Costituzione”, proseguono dalla Fvm.

“Abbiamo visto aggravarsi, e lo vedremo ancora nei prossimi mesi, il divario che si sta creando tra chi può e chi non può curarsi”, occorre invertire “la rotta che ci ha condotti alla tragedia immane di oltre 60mila morti di Covid-19 in 10 mesi e enormi ritardi nella prevenzione, diagnostica e terapia di malattie che sono soltanto andate in secondo piano ma restano nella carne delle persone”.

Una fase nuova
Occorre una Sanità “pubblica e solidaristica, omogenea e di elevata qualità, universalistica e competitiva. Un progetto condiviso che mitighi le discrasie tra Stato e Regioni, tra le stesse Regioni, e tra i ceti sociali del paese”; il “reclutamento di energie professionali giovani. Quindi servono immediatamente borse di specializzazione in numero adeguato al bisogno delle diverse discipline e occorrono assunzioni e stabilizzazioni su rapporti di lavoro a tempo indeterminato che svuotino le sacche di precariato, compensino le carenze già gravi e consentano il turn-over dei prossimi anni dando dignità contrattuale a tutti i lavoratori”.

“Occorre – si legge ancora nella lettera – riorganizzare la Rete Territoriale della Medicina Generale insieme ad un nuovo Sistema Integrato dell’emergenza urgenza, prevedendo, soprattutto, uno strategico miglioramento dell’organizzazione dei servizi sanitari del soccorso domiciliare sia nelle fasi emergenziali sia nelle fasi ordinarie. La pandemia Covid-19 ha messo a nudo i pregi e i difetti del nostro servizio sanitario e gli interventi adottati dal Governo e dalle Regioni, per il momento, non hanno invertito la tendenza riduzionista del Ssn, tendenza fallimentare che spinge i cittadini verso le polizze sanitarie e verso la sanità privata, creando una grave frattura e una grande iniquità nella società davanti al bisogno di cure. Per questi motivi esortiamo il Governo e le Regioni ad aprire una fase nuova”.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

15 Dicembre 2020

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