La nostra strategia contro l’antibiotico resistenza

La nostra strategia contro l’antibiotico resistenza

La nostra strategia contro l’antibiotico resistenza
Sono tre gli asset per combatterla: uso appropriato, ricerca su nuovi antibiotici, limitarne e regolamentarne meglio l’uso negli allevamenti. Su queste strategie si muove l’Italia insieme a tutta la UE e il G7

La resistenza agli antibiotici è un tema al centro dell'attenzione del governo da tempo, un tema che ho posto come centrale anche durante il semestre della presidenza italiana dell'UE. Abbiamo avviato dei programmi in Italia e in Europa e l'antibiotico resistenza è all'ordine dei lavori come emergenza mondiale perché è la prima causa di morte negli ospedali evidenziata in ambito Ghsi (Global Health Security Initiative) e Oms.
 
Come si combatte la resistenza agli antibiotici? Si combatte in diversi modi: innanzitutto attraverso un consumo appropriato di questi farmaci durante la propria vita. Questo significa che l'assunzione di antibiotici deve essere subordinata all'indicazione del medico e che non bisogna mai seguire la filosofia "fai da te" prendendoli magari perché "è comparsa la febbre".
 
Gli antibiotici sono farmaci che in tanti casi hanno fatto la differenza tra la vita e la morte, ma se ne facciamo un uso non corretto e stimoliamo la nascita di germi resistenti non potremo più avvalerci, come sta accadendo, di questi strumenti fondamentali per combattere le malattie, con tutte le conseguenze gravissime che ciò comporta.
 
Il secondo punto è quello della ricerca sugli antibiotici: ci sono virus e batteri che si sono evoluti con capacità di resistenza a determinati farmaci e quindi è fondamentale stimolare la ricerca su nuovi antibiotici in grado di combatterli.
 
Il terzo punto, riguarda gli antibiotici negli allevamenti e negli animali. Stiamo applicando protocolli molto stretti che per esempio prevedono che gli animali non possono essere macellati se non sono passati i tempi giusti per lo smaltimento dell'antibiotico. Ci sono inoltre una serie di protocolli internazionali che si stanno applicando a livello mondiale per far ridurre il consumo di questi farmaci.
 
Ricordo anche che è stato proibito qualsiasi uso degli antibiotici per far crescere gli animali, come avvenuto in passato e che ho promosso a livello di G7 il fatto che gli antibiotici possano essere prescritti esclusivamente da veterinari successivamente a visita clinica e, se del caso, analisi di laboratorio.
 
Beatrice Lorenzin
Editoriale news letter del Ministero della Salute del 3 giugno 2016

Beatrice Lorenzin

03 Giugno 2016

© Riproduzione riservata

Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”
Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”

La manovra aumenta le risorse per la sanità, ma per le Regioni non è abbastanza. E il problema, avvertono i presidenti, non è soltanto la difficoltà di far quadrare i...

Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”
Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”

Per Orazio Schillaci, nella legge di bilancio non c'è la parola "tagli". Per Davide Faraone, invece, il problema è tutto in quei 3,1 miliardi che mancano rispetto ai 5,5 richiesti...

Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”
Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

Un finanziamento della sanità pari ad almeno il 7,5% del Pil, investimenti strutturali sul personale e una rete territoriale pienamente operativa. Ma anche una revisione del payback farmaceutico, che ha...

Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni
Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni

"Il Fondo sanitario è al livello più alto e continua a crescere, ma un sistema non è adeguato solo per quanto mette dentro, lo è per come quelle risorse poi...