Lea 2019. Pronti anche i dati di verifica con i nuovi indicatori e se 6 regioni vanno sotto gli standard minimi, altre migliorano. Le novità

Lea 2019. Pronti anche i dati di verifica con i nuovi indicatori e se 6 regioni vanno sotto gli standard minimi, altre migliorano. Le novità

Lea 2019. Pronti anche i dati di verifica con i nuovi indicatori e se 6 regioni vanno sotto gli standard minimi, altre migliorano. Le novità
A partire dall’analisi dei dati del 2020 entrerà in vigore il Nuovo sistema di garanzia basato su 88 indicatori e la suddivisione in tre macro aree (ospedale, distretto, prevenzione) che dovranno essere tutti con punteggi superiori alla sufficienza (60) affinché una regione sia adempiente. Ecco i risultati (con qualche sorpresa rispetto alla Griglia Lea 2019) dell’ultima sperimentazione effettuata dal Ministero della Salute. IL REPORT

Dal nuovo aggiornamento basato sul Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea risultano adempienti alle tre macro aree (ospedale, distretto, prevenzione) ben 6 Regioni su 21. Un dato che segna un miglioramento rispetto alla prima rilevazione basata sul 2016 dov’erano adempienti solo 9 Regioni.
 
I risultati emergono dalla quarta e ultima sperimentazione condotta dal Ministero della Salute e relativi all’anno 2019 dato che il Nuovo Sistema di Garanzia Lea entrerà in vigore effettivamente a partire dai dati relativi al 2020. Un dato quindi che segnala un quadro peggiore rispetto alla Griglia Lea che per il 2019 vedeva invece 4 regioni sotto la sufficienza.
 
Ma come funziona il Nuovo Sistema di Garanzia del Lea? Per l’analisi del 2020 come dicevano sarà in vigore il Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA, approvato nel dicembre 2018 in Conferenza Stato-Regioni. La nuova metodologia valuta distintamente le tre aree di assistenza (ospedale, distretto, prevenzione) e attribuisce loro un valore compreso in un range 0-100. La garanzia di erogazione dei LEA si intende raggiunta qualora, entro ciascun livello, sia raggiunto un punteggio pari o superiore a 60, in modo da non consentire la compensazione tra livelli.
 
Il punteggio di ogni area è determinato dalla media pesata dei 22 indicatori core (con un peso pari a 1 qualora la soglia è data dalla mediana dei valori regionali, e un peso pari a 2 se è fissato dalla normativa di riferimento). I restanti 66 indicatori non sono stati però utilizzati per le sperimentazioni.
 
I 22 indicatori core sono così suddivisi:
 
– sei per l’area della prevenzione (copertura vaccinale pediatrica a 24 mesi per esavalente e MPR, controllo animali e alimenti, stili di vita, screening oncologici);
 
– nove per l’attività distrettuale (tasso di ospedalizzazione di adulti per diabete, Bpco e scompenso cardiaco e tasso di ospedalizzazione di minori per asma e gastroenterite, intervallo chiamata-arrivo mezzi di soccorso, tempi d’attesa, consumo di antibiotici, percentuale re-ricoveri in psichiatria, numero decessi da tumore assistiti da cure palliative, anziani non autosufficienti nelle RSA);
 
– sei per l’attività ospedaliera (tasso di ospedalizzazione standardizzato rispetto alla popolazione residente, interventi per tumore maligno al seno eseguiti in reparti con volumi di attività superiore a 150 interventi annui, ricoveri a rischio inappropriatezza, quota di colecistectomie con degenza inferiore ai 3 giorni, over 65 operati di frattura al femore entro 2 giorni; parti cesarei in strutture con più e meno di 1000 parti l’anno).
 
I risultati 2019.
 
Le Regioni promosse a pieni voti. Rispetto alla prima sperimentazione del 2016 dove appena 9 regioni avevano raggiunto la sufficienza in tutte e tre le aree nel 2019 si segnala un notevole miglioramento con ben 15 regioni che risultano promosse: Piemonte, Lombardia, Pa Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna. Quest’ultima con il nuovo sistema verrebbe promossa al contrario per esempio della Griglia Lea che la colloca all’ultimo posto.
 
Regioni con un indicatore negativo su tre. Valle d’Aosta e Basilicata (insufficienti nell’area distrettuale) e che secondo la 'vecchia' Griglia Lea risultavano adempienti, Molise (insufficiente nell’area ospedaliera) e la Sicilia insufficiente nell’area prevenzione.
 
Regioni con due indicatori negativi su tre. Qui troviamo la Pa di Bolzano che ha sia l’indicatore della prevenzione che quello dell’area distrettuale negativi e che conferma il dato della Griglia Lea
 
Regioni con tutte e tre gli indicatori negativi. Fanalino di coda è la Calabria che ha tutti e tre le aree in rosso così come evidenziato anche dalla Griglia Lea.

 
 
 
Luciano Fassari
 

Luciano Fassari

08 Settembre 2021

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