Liste d’attesa. In arrivo 27 mln per le Regioni per realizzare l’infrastruttura tecnologica

Liste d’attesa. In arrivo 27 mln per le Regioni per realizzare l’infrastruttura tecnologica

Liste d’attesa. In arrivo 27 mln per le Regioni per realizzare l’infrastruttura tecnologica

Il decreto è stato inserito all’Odg della Stato Regioni di giovedì. Viene finanziato il 95% dei fabbisogni regionali con risorse per l’edilizia sanitaria. Le Regioni saranno chiamate a presentare i progetti operativi entro 30 giorni. IL TESTO

La realizzazione della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa entra nella fase operativa. È pronto per l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni il decreto con cui vengono destinati 27.407.501 euro per costruire l’infrastruttura prevista dal DM sulle linee guida di funzionamento della piattaforma. Le risorse, provenienti dalla quota di riserva per interventi urgenti del Fondo ex art. 20 della legge 67/1988, copriranno il 95% del fabbisogno regionale, secondo gli importi fissati nella Tabella 1 del provvedimento.

Si tratta di un passo decisivo in una delle aree più critiche della sanità pubblica, su cui governo e Regioni sono chiamati a imprimere un’accelerazione dopo gli anni di accumulo dei ritardi. Il decreto chiarisce procedure, obblighi e tempistiche per accedere ai fondi e avviare gli interventi.

Le risorse saranno destinate alle Regioni (escluse le Province autonome di Trento e Bolzano, per le quali le quote sono rese indisponibili dalla normativa vigente), che ora hanno 30 giorni di tempo dall’approvazione del progetto operativo da parte di Agenas per presentare al ministero il programma degli interventi.

Il programma dovrà contenere:

il fabbisogno complessivo rilevato dalla Regione;

l’elenco degli interventi prioritari da finanziare, suddivisi per stazione appaltante;

una relazione tecnica dettagliata per ogni intervento.

Quest’ultima dovrà indicare ubicazione, CUP, tipologia dell’intervento, se si tratta di nuova installazione o upgrade, il cronoprogramma di acquisizione e messa in funzione, il quadro economico-finanziario completo della quota regionale (pari al 5%) e degli eventuali lavori accessori.

Un elemento importante riguarda la gestione nel tempo: la relazione dovrà includere anche il programma di manutenzione post installazione, con l’avvertenza che i costi di manutenzione resteranno esclusivamente a carico delle Regioni come spesa corrente.

La procedura si concluderà con il nulla osta della Direzione generale della Programmazione e dell’edilizia sanitaria, che certificherà la coerenza del progetto con gli obiettivi del decreto e con il DM di riferimento.

Solo dopo questo passaggio formale le Regioni potranno procedere all’utilizzo delle risorse.

Con lo stanziamento dei 27,4 milioni, prende forma la componente tecnologica che dovrà consentire — per la prima volta — un governo nazionale dei flussi delle liste d’attesa. La Piattaforma, nelle intenzioni del Ministero e di Agenas, sarà lo strumento per uniformare criteri, monitorare tempi reali, segnalare criticità e programmare le agende in modo più efficiente.

Il successo dell’iniziativa dipenderà ora dalla capacità delle Regioni di presentare rapidamente progetti solidi e coerenti, e dall’effettiva interoperabilità delle soluzioni che verranno installate o potenziate. Il decreto darà il via, ma la partita — e le attese dei cittadini — si gioca nei prossimi mesi.

26 Novembre 2025

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