Manovra. Istat: “Spesa sanitaria nel 2015-2020 cresciuta del 2,1%”. Ma si registrano “criticità in criteri di allocazione del finanziamento”

Manovra. Istat: “Spesa sanitaria nel 2015-2020 cresciuta del 2,1%”. Ma si registrano “criticità in criteri di allocazione del finanziamento”

Manovra. Istat: “Spesa sanitaria nel 2015-2020 cresciuta del 2,1%”. Ma si registrano “criticità in criteri di allocazione del finanziamento”
La crescita della spesa sanitaria è quasi del tutto dovuta alla crescita registrata nel 2020 (+6,6% rispetto al 2019). Ma tra il 2015 e il 2020 si osserva "l’assenza di una relazione significativa tra risorse e bisogno, con la tendenza delle regioni con più alta prevalenza di multicronici a ricevere in media finanziamenti uguali o inferiori a quelle con prevalenza più bassa. Questa circostanza suggerisce una bassa coerenza tra le condizioni di salute della popolazione e la spesa per le cure e la prevenzione sanitaria", a causa dei criteri di allocazione del finanziamento.

"Il finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale28, che era cresciuto dal 2015 al 2019 dell’1,1% medio annuo in termini nominali, è salito nel 2020 del 5,3%, grazie agli interventi di rafforzamento seguiti all’emergenza sanitaria (raggiugendo il 7,3% del Pil). Considerando l’intero periodo tra il 2015 e il 2020, la spesa sanitaria pubblica è in aumento del 2,1%, quasi del tutto dovuto alla crescita registrata nel 2020 (+6,6% rispetto al 2019)".
 
Così l'Istat ha fatto il punto oggi in audizione in Parlamento sulla manovra. In termini di composizione, "il costo del personale ha assorbito nel 2020 il 32,2% della spesa, l’erogazione diretta delle prestazioni sanitarie il 30,2%, l’acquisto di prestazioni in convenzione con strutture private il 33,7% (farmaci, medicina generale e diagnostica strumentale e visite specialistiche); il residuale 4% ha coperto le altre componenti".
 
La spesa sanitaria privata delle famiglie, cresciuta dal 2006 al 2019 del 2,2% medio annuo, nel 2020 ha sperimentato un deciso calo, -6,6% rispetto all’anno precedente a causa della pandemia. In tema di fabbisogno, "appare interessante il confronto a livello regionale tra il finanziamento pro capite e la percentuale di popolazione con multicronicità (due o più patologie croniche): tra il 2015 e il 2020 si osserva l’assenza di una relazione significativa tra risorse e bisogno, con la tendenza delle regioni con più alta prevalenza di multicronici a ricevere in media finanziamenti uguali o inferiori a quelle con prevalenza più bassa", sottolinea l'Istat.
 
"Questa circostanza suggerisce una bassa coerenza tra le condizioni di salute della popolazione – quindi il bisogno potenziale da soddisfare dal sistema sanitario pubblico – e la spesa per le cure e la prevenzione sanitaria. Tale squilibrio è spiegabile con i criteri di allocazione del finanziamento che sono basati sulla struttura demografica della popolazione residente e sul consumo sanitario osservato per classe di età. Tale criterio allocativo mostra però dei limiti legati al fatto che il consumo sanitario rappresenta solo la domanda soddisfatta, la quale, a sua volta, è funzione dell’offerta, cioè proprio della variabile che andrebbe dimensionata al bisogno potenziale di salute".

22 Novembre 2021

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