Manovra. Le Regioni denunciano tagli alla sanità per 300 milioni a partire dal 2023 e poi lamentano che ad Aprile hanno anticipato 1 mld che lo Stato non ha restituito

Manovra. Le Regioni denunciano tagli alla sanità per 300 milioni a partire dal 2023 e poi lamentano che ad Aprile hanno anticipato 1 mld che lo Stato non ha restituito

Manovra. Le Regioni denunciano tagli alla sanità per 300 milioni a partire dal 2023 e poi lamentano che ad Aprile hanno anticipato 1 mld che lo Stato non ha restituito
Lo hanno riferito oggi i rappresentanti delle Regioni in audizione in commissione Bilancio alla Camera sottolineando che “le Regioni hanno comunque contribuito e stanno continuando a contribuire agli equilibri di finanza pubblica” e che per questo “ora chiedono una forte accelerazione sul tema degli investimenti”.

“Le Regioni hanno contribuito e stanno continuando a contribuire agli equilibri di finanza pubblica, ora chiedono una forte accelerazione sul tema degli investimenti e per questo motivo hanno concluso con il Governo un accordo nella Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre che consente di affrontare e provare a superare diverse criticità a suo tempo segnalate: a partire dal ristoro delle minori entrate per arrivare al fabbisogno sanitario nazionale 2021, dall’attuazione dell’accordo sul trasporto pubblico locale ancorché preveda un fondo ancora sottostimato, fino all’avvio del tavolo tecnico per la ristrutturazione del debito”, lo ha dichiarato Davide Carlo Caparini (assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni) al termine di un’audizione di fronte alla Commissione Bilancio della Camera, durante la quale sono intervenuti l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Alessandra Sartore, ed il Vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao.

“Il nodo centrale – ha proseguito Caparini – è e resta quello di condividere una strategia per investimenti destinati alla crescita. Pensiamo soprattutto alla sicurezza delle reti ferroviarie, al trasporto sostenibile, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, a risorse per la green economy, all’accelerazione e al potenziamento di importanti opere infrastrutturali. Nel Ddl Bilancio 2021 coi sono segnali importanti per quanto riguarda gli investimenti sul territorio destinati agli enti locali, il superamento di alcuni divari attraverso un fondo perequativo infrastrutturale e l’incremento delle risorse destinate agli interventi di per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico. Occorre però uno sforzo ulteriore per fare in modo che il fondo nazionale trasporti, da anni sottostimato, abbia una dotazione finanziaria tale da poter rispondere alle esigenze del nostro tempo”.

“Sul fronte della sanità se da un lato è vero che per il fondo sanitario è previsto un incremento di 1 miliardo per il 2021, va però scongiurato che a partire dal 2023 possa riproporsi una logica di tagli” perché le tabelle del Ddl bilancio relative al Fondo sanitario nazionale “prevedono dal 2023 un taglio di 300 milioni di euro”.
 
“E fra le criticità – ha concluso Caparini – va ricordato anche il tema degli indennizzi agli emotrasfusi di cui si stanno facendo carico le Regioni e per il quale occorre almeno una copartecipazione da parte dello Stato”.
 
Altro tema anche quello delle risorse anticipate dalle Regioni e non ancora ristorate dallo Stato. “Le Regioni hanno anticipato circa un miliardo ad aprile – ha sottolineato Sartore – e ancor non sono state ristorate da parte del commissario Arcuri, e pare che nel Ddl bilancio non ci sia una parte rilevante di queste risorse”.

23 Novembre 2020

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