Noi psicologi molto delusi dalla Conferenza sulla salute mentale

Noi psicologi molto delusi dalla Conferenza sulla salute mentale

Noi psicologi molto delusi dalla Conferenza sulla salute mentale
Non mi sarei mai aspettato di dover ascoltare moderatori di sessione definire la recente mozione approvata all’unanimità dal Parlamento sulla salute mentale e psicologica come una lista caotica della spesa da supermarket e commenti inappropriati sulle scuole di psicoterapia. Considero tutto ciò grave ed indicativo di un background culturale che non ci appartiene e che non appartiene alla politica sanitaria attuale, alla sensibilità dimostrata in questi mesi dal Ministro Speranza

Gentile Direttore,
ho partecipato oggi alla Conferenza sulla Salute Mentale, alla quale si è arrivati con un percorso non chiaro, a tratti e per molti versi estremamente opaco, sia rispetto a chi ha coordinato e preso le decisioni, sia nel passaggio dai contributi presentati al Tavolo al documento di sintesi finale.
 
Non mi sarei mai aspettato di dover ascoltare moderatori di sessione definire la recente mozione approvata all’unanimità dal Parlamento sulla salute mentale e psicologica come una lista caotica della spesa da supermarket e commenti inappropriati sulle scuole di psicoterapia.
 
Considero tutto ciò grave ed indicativo di un background culturale che non ci appartiene e che non appartiene alla politica sanitaria attuale, alla sensibilità dimostrata in questi mesi dal Ministro Speranza e soprattutto è lontano anni luce dalla sensibilità dei cittadini. Abbiamo comunque preferito esserci e dire le cose dall’interno piuttosto che disertare come hanno fatto altre componenti.
 
Come rappresentante dei 120 mila psicologi, di cui 60 mila psicoterapeuti, anche tenendo conto delle posizioni della Consulta delle società scientifiche di Psicologia, ho sottolineato:
1. La mancanza di un coordinamento e di uno standard organizzativo per la Psicologia nel SSN, unitamente alla carenza di personale (5 mila dirigenti psicologi con età media 59 anni, il 40% dei quali lavora all’interno della salute mentale) ha sinora impedito una presenza adeguata della professione rispetto alle aree di sua competenza: cure primarie e domiciliari, servizi salute mentale, ospedale e ambito personale-organizzazione;
 
2. Questo si è ripercosso anche all’interno dei servizi di salute mentale, laddove l’organizzazione è imperniata sulla sola disciplina di psichiatria, ora si vuole dare rilievo anche alla disciplina di neuropsichiatria infantile, ma ancora non c’è una strutturazione per la disciplina di psicologia, chiamata a dare un contributo essenziale e trasversale sia negli adulti che infanzia e adolescenza.
 
3. L’attuazione della “funzione aziendale di Psicologia” prevista finalmente dalla legge 176/2020 è essenziale per organizzare al meglio la presenza degli psicologi anche nello specifico dei servizi per la salute mentale e consentire in questo ambito una reale multidisciplinarietà e l’erogazione di una gamma appropriata ed efficace di interventi.
 
4. Va infetti evidenziato che, nonostante le evidenze di efficacia, i trattamenti psicologici e psicoterapici sono ampiamente sotto-utilizzati nei servizi di salute mentale, finendo per amplificare impropriamente l’uso dei farmaci.
 
5. Il contributo specifico della Psicologia è fondamentale per una visione più ampia e profonda della persona con disturbi mentali, per la comprensione ed il trattamento dei disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, anche con l’opportuno coinvolgimento della famiglia. Questo è vero, lo voglio sottolineare, anche nelle situazioni più gravi, che spesso finiscono per essere trascurate o affidate solo al farmaco, facendo venire meno quello spirito che ha portato l’Italia all’avanguardia grazie alla riforma ispirata da Franco Basaglia.
 
Da questo punto di vista i rappresentanti della Comunità professionale e scientifica psicologica hanno presentato proposte e contributi al Tavolo Salute Mentale di cui troviamo alcune tracce nell’enunciazione dei principi generali del documento di sintesi finale ma totalmente assenti negli obiettivi finali di sintesi.
 
La denominazione “salute mentale” è nei titoli ma non nell’impianto del documento. Il quadro che se ne ricava è sconfortante e sembra rispondere alle proposte e alle logiche di un ambito disciplinare specifico, quello della Psichiatria. Un ambito fondamentale e che guardiamo con rispetto ma che non può da solo rappresentare il concetto e l’ambito della “salute mentale”.
 
La salute, lo sappiamo, è un concetto che ha una importante dimensione biologica, ed anche una sociale. E qui sottolineo la necessità di potenziare gli interventi sociali, l’importanza della rete sociale per i soggetti con problemi psichici, soprattutto gravi. Ma se l’obiettivo è la “salute” allora dobbiamo considerare il ruolo cruciale della dimensione psicologica, che non a caso si colloca come un terreno che unisce il biologico e il sociale.
 
L’integrazione si fa solo nella chiarezza che sembra essere completamente assente nel documento di sintesi. Se ne ricava un quadro parcellizzato che difficilmente potrà rispondere alle sfide che la pandemia ci pone. Gli psicologi sono pronti a dare il loro contributo per un rafforzamento dei servizi di salute mentale, per i minori e gli adulti, ma questo non sarà possibile se gli elementi costitutivi del documento di sintesi non saranno profondamente modificati ed integrati a partire dalle proposte che abbiamo presentato al Tavolo.
 
Riteniamo necessario che queste proposte siano recuperate ed integrate nella prosecuzione dei lavori del Tavolo, affinché la Psicologia possa riconoscersi nei suoi lavori e nelle sue indicazioni. In caso contrario saremo costretti ad operare scelte forti perché avrebbe poco senso partecipare ad un contesto che non include i bisogni di natura psicologica.
 
La contrapposizione tra filoni della Psichiatria non ci appassiona, perché biologico e sociale non possono esaurire un tema che è anche psicologico o metterlo in secondo piano. Una visione “biosociale” è monca se non diventa “biopsicosociale” e non risponde ai reali bisogni e sensibilità dei cittadini.
 
David Lazzari
Presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi

 

David Lazzari

25 Giugno 2021

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