Pa. Dallo smart working al digitale, Governo e sindacati firmano il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale

Pa. Dallo smart working al digitale, Governo e sindacati firmano il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale

Pa. Dallo smart working al digitale, Governo e sindacati firmano il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale
L’accordo intende potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. “Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini”. IL PATTO

Nuove regole per lo smart working, potenziamento della digitalizzazione, formazione continua e più welfare contrattuale. Sono questi i capisaldi del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, insieme al Ministro per la Pubblica amministrazione firmato oggi dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e ai Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.
 
“I l buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Questo è sempre vero, con la pandemia è ancora più vero”. Ha affermato il premier Mario Draghi intervenendo nella sala verde di Palazzo Chigi alla firma del Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.
 
“A fronte di questa centralità del settore pubblico se guardiamo la situazione attuale concludiamo che c'è molto da fare”, ha aggiunto, parlando in particolare dell'età media e della formazione del personale pubblico La pandemia e il piano di rilancio e resilienza richiedono nuove professionalità e nuove forme di lavoro. Nuove professionalità richiedono investimenti e nuove regole. Questo è quello che oggi stiamo cominciando”
 
“La scelta del presidente Mario Draghi di valorizzare con la sua firma l'accordo di oggi pone questo nuovo inizio sotto i migliori auspici, per il Paese e per la sua capacità di puntare sulla responsabilità di tutte le parti per costruire un Piano nazionale di Recovery e resilienza che investa sullo Stato e sui suoi servitori”, ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
 
Contesto e obiettivi del Patto
Il Patto si colloca nel solco di un’azione di rilancio del Paese, volta a realizzare gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “sistema Italia” e dell’incremento della coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Innovazione e coesione sono obiettivi centrali dello storico programma Next Generation EU e saranno perseguiti simultaneamente. Un Paese più moderno, infatti, può offrire servizi migliori e maggiori opportunità di sviluppo ai propri cittadini; al contempo, un Paese più coeso assicura che ogni persona possa sentirsi parte del processo innovativo e che ciascuno possa trarre beneficio dagli sforzi comuni.
 
I pilastri fondamentali di ogni riforma e ogni investimento pubblico contenuti nel PNRR saranno la coesione sociale e la creazione di buona occupazione.
 
Tali priorità – cruciali per superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ricordata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – richiedono uno straordinario impegno finanziario, progettuale e attuativo, che verte sul ruolo propulsivo delle donne e degli uomini della Pubblica Amministrazione.
 
In questa prospettiva, il Patto intende potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini.
Il Patto individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.
 
L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.
 
Il successo di ogni percorso di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dipende non soltanto da opportuni investimenti nella digitalizzazione, ma anche da una partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.
 
A tal proposito, il Patto individua la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale.
 
Inoltre, la costruzione di una nuova e moderna Pubblica Amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale, e sulla definizione di un piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale.
 
In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.
 
Elementi del Patto
– Il Governo emanerà all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 interessano oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedranno confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Il Governo, poi, individuerà le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori.
 
– Con riferimento al lavoro agile, nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.
 
– Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.
 
– Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.
 
– Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa.
 
– Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.
 

 
 

10 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

Camerae Sanitatis. Intervista a Simona Loizzo (Lega): “Vaccinazioni, servono fondi strutturali. Ci proveremo già nella prossima manovra”. E sul tumore al seno metastatico propone un Pdta pilota in Calabria
Camerae Sanitatis. Intervista a Simona Loizzo (Lega): “Vaccinazioni, servono fondi strutturali. Ci proveremo già nella prossima manovra”. E sul tumore al seno metastatico propone un Pdta pilota in Calabria

Più risorse strutturali per la prevenzione vaccinale e percorsi di cura omogenei per le donne con carcinoma mammario metastatico. Sono le due priorità indicate da Simona Loizzo, capogruppo della Lega...

Covid. Speranza in Commissione: “Ho servito il Paese, il lockdown ha salvato 630mila vite”
Covid. Speranza in Commissione: “Ho servito il Paese, il lockdown ha salvato 630mila vite”

"Ho servito il Paese con disciplina e onore come indica la nostra Carta costituzionale, mettendo sempre al primo posto l'interesse esclusivo della Nazione. Ho dato tutte le energie di cui...

Prescrizioni transfrontaliere. Il decreto in GU: ricette elettroniche e cartacee per curarsi in Europa
Prescrizioni transfrontaliere. Il decreto in GU: ricette elettroniche e cartacee per curarsi in Europa

Dal 6 novembre 2026, quindicesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 22 ottobre, entra in vigore il decreto del Ministero della Salute che disciplina le caratteristiche e i...

Tumori. In Italia 390mila nuove diagnosi l’anno. Schillaci: “Il Registro nazionale è fondamentale per ridurre le disuguaglianze”
Tumori. In Italia 390mila nuove diagnosi l’anno. Schillaci: “Il Registro nazionale è fondamentale per ridurre le disuguaglianze”

In Italia si registrano circa 390mila nuove diagnosi di tumore ogni anno. Un numero che racconta la dimensione della sfida oncologica per il Servizio sanitario nazionale, ma che, come ha...