Pillola dei cinque giorni dopo. Interrogazione PD a Lorenzin: “Eliminare obbligo del test gravidanza”

Pillola dei cinque giorni dopo. Interrogazione PD a Lorenzin: “Eliminare obbligo del test gravidanza”

Pillola dei cinque giorni dopo. Interrogazione PD a Lorenzin: “Eliminare obbligo del test gravidanza”
La richiesta al ministro della Salute contenuta nell'interrogazione delle deputate Roberta Agostini e Donata Lenzi che hanno inoltre sollecitato il ministero ad assumere tutte le iniziative affinché sia assicurata comunque la fornitura degli stick per il test a tutte le strutture sanitarie. 

Il test sulle urine obbligatorio per la precisione della pillola dei cinque giorni dopo e la sua carenza negli istituti pubblici deputati alla prescrizione della contraccezione d’emergenza negano il diritto delle donne ad accedere a un farmaco più efficace per evitare una gravidanza indesiderata.
Per questo le deputate del Partito democratico Roberta Agostini e Donata Lenzi hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin su quali provvedimenti intenda assumere per garantire alle donne l’accesso al farmaco “sia assumendo iniziative, per quanto di competenza, affinché sia assicurata la fornitura degli stick a tutte le strutture, sia uniformando i criteri per ottenere la pillola a quelli del resto d’Europa eliminando l’anomalia del test obbligatorio”.
 
Alla base dell’interrogazione una ricerca condotta da Datanalysis – i cui dati sono stati resi noti da O.N.Da – in 200 consultori e 100 pronto soccorso-DEA presenti su tutto il territorio nazionale dalla quale è emerso che in quasi quattro consultori italiani su cinque non vengono forniti gli stick per i test di gravidanza necessari per la prescrizione della contraccezione d’emergenza, ossia la cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”, introdotta in Italia nell’aprile 2012. E la Sud la situazione è addirittura peggiore con poco più di un consultorio su 10 che dispone dei test (15,4 per cento), che la legge prevede debba essere negativo ai fini della prescrizione della pillola dei 5 giorni dopo. Il quadro diventa drammatico nei pronto soccorso dove nell’81 per cento dei casi non ci sono gli stick sulle urine e sono pochissimi (l’11 per cento) i pronto soccorso in grado di effettuare test di gravidanza rapidi.
Dati che, aveva sottolineato l’Osservatorio nazionale per la salute della donna, descrivono una situazione critica per le donne “costrette a pellegrinaggi estenuanti verso strutture in grado di rispondere alle loro esigenze o verso laboratori di analisi per test più invasivi e costosi”.
 
“La pillola dei cinque giorni dopo è il contraccettivo d’emergenza di ultima generazione – precisano le deputate Roberta Agostini e Donata Lenzi – già approvato dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, e in commercio in Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna ed ora da poco meno di un anno in Italia; la pillola dei 5 giorni dopo funziona, appunto, fino al quinto giorno successivo a un rapporto sessuale non protetto, contrariamente alla tradizionale pillola del giorno dopo, che in realtà ha effetto nell’arco delle 72 ore successive al rapporto; il farmaco è chiamato tecnicamente Ulipristal acetato, ed è stato approvato dall’Ema nel maggio 2009, mentre negli Stati Uniti la Fda ne ha autorizzato la commercializzazione dall’agosto 2010”.
 
Non solo l’Italia, ricordano le deputate “è l’unico Paese, tra i 61 nel mondo dove è stata autorizzata la vendita della pillola per la contraccezione d’emergenza, che sottopone la somministrazione all’obbligo della presa visione del medico di un test di gravidanza negativo prima della prescrizione”.
Insomma, tutti paletti che rendono l’accesso al farmaco di certificata efficacia particolarmente difficoltoso.
 
Proprio un recente studio americano ha dimostrato che la nuova contraccezione d’emergenza a base di Ulipristal acetato, somministrata a 1.241 donne, ha avuto un tasso di successo del 97,9 per cento, lo stesso della pillola del giorno dopo, ma con una efficacia prolungata fino a 120 ore.
“Non si tratta quindi di un farmaco abortivo, come la RU486 – sottolineano le deputate – ma di un anticoncezionale, che ha un effetto anti-progesterone inibendo temporaneamente i meccanismi dell’ovulazione. Il farmaco, come la pillola del giorno dopo, ha effetto se, quando viene assunto, non è ancora avvenuta la fecondazione: per questo la certezza sulla sua efficacia tende a diminuire con il passare dei giorni. Sulla base della ricerca possiamo sicuramente affermare – concludono Agostini e Lenzi – che il test obbligatorio e la sua carenza negli istituti pubblici deputati alla prescrizione della contraccezione d’emergenza ostacolano, e in molti casi negano, di fatto, la possibilità di accesso a un farmaco più efficace che, se assunto nelle prime 24 ore dal rapporto sessuale, riduce di due terzi il rischio di gravidanza indesiderata”.

18 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

Giornata Malattie Rare. Schillaci: L’Italia è un modello, continueremo a lavorare per diagnosi precoci e farmaci innovativi
Giornata Malattie Rare. Schillaci: L’Italia è un modello, continueremo a lavorare per diagnosi precoci e farmaci innovativi

“Il 28 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Malattie Rare, un’occasione di sensibilizzazione e di attenzione verso i 2 milioni di italiani affetti da queste patologie. In questi anni...

Ddl delega testo unico farmaceutica. Una riforma che senza investimenti rischia di restare solo sulla carta
Ddl delega testo unico farmaceutica. Una riforma che senza investimenti rischia di restare solo sulla carta

Il disegno di legge delega per la riforma della farmaceutica approda al Senato con poche certezze e molti dubbi. Gli unici interventi certi, quelli per i quali sono stati previsti...

Via libera al Registro Unico dei Dispositivi Medici Impiantabili e agli screening per la ricerca di anticorpi del diabete di tipo 1 e celiachia nella popolazione pediatrica
Via libera al Registro Unico dei Dispositivi Medici Impiantabili e agli screening per la ricerca di anticorpi del diabete di tipo 1 e celiachia nella popolazione pediatrica

Parere positivo della Conferenza Stato regioni al disegno di legge che istituisce il Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili (Rundmi) e provvedimento che avvia il programma pluriennale di screening...

Milleproroghe. Via libera con fiducia anche dal Senato. Scudo penale, medici in corsia fino a 72 anni, deroga incompatibilità e ricetta elettronica. Il provvedimento ora è legge
Milleproroghe. Via libera con fiducia anche dal Senato. Scudo penale, medici in corsia fino a 72 anni, deroga incompatibilità e ricetta elettronica. Il provvedimento ora è legge

Dopo il via libera di ieri da parte della Camera, oggi anche l’aula di Palazzo Madama ha approvato con voto di fiducia il decreto Milleproroghe. I "sì" sono stati 98,...