Question time/4. Terza dose. Speranza: “L’evidenza scientifica ci aiuterà a valutarla eventualmente anche per altre categorie”

Question time/4. Terza dose. Speranza: “L’evidenza scientifica ci aiuterà a valutarla eventualmente anche per altre categorie”

Question time/4. Terza dose. Speranza: “L’evidenza scientifica ci aiuterà a valutarla eventualmente anche per altre categorie”
"La vaccinazione con la terza dose nel nostro Paese è iniziata già nell'ultima decade di settembre e ad oggi risultavano somministrate 700.623 terze dosi. Rappresenta un pezzo importante della nostra strategia di contrasto al virus". Così il ministro della Salute rispondendo a Ianaro (M5S).

"L'evidenza scientifica e il confronto nella comunità internazionale ci porterà passo dopo passo a valutare la terza dose eventualmente anche per altre categorie, che oggi però sono fuori da quelle indicate. La vaccinazione con la terza dose nel nostro Paese è iniziata già nell'ultima decade di settembre e ad oggi, a stamattina alle 6, risultavano somministrate 700.623 terze dosi".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo oggi in aula alla Camera al question time sul tema presentato da Angela Ianaro (M5S).
 
La risposta di Speranza. Grazie, Presidente. Ringrazio gli interroganti per aver consentito ulteriori chiarimenti su un tema così centrale anche del futuro della nostra campagna di vaccinazione. La terza dose è stata autorizzata nel nostro Paese, in sintonia con le indicazioni dell'Agenzia europea dei medicinali, prima di tutto per gli immunocompromessi. In questo caso, la somministrazione deve avvenire non prima di 28 giorni e tecnicamente per la comunità scientifica non si tratta di un vero e proprio richiamo (di un booster), ma di un completamento del ciclo di vaccinazione primaria. Le altre categorie che sono state autorizzate dalle autorità sanitarie del nostro Paese sono gli ultraottantenni, gli ospiti delle RSA – e questa valutazione è figlia anche di una storia che conosciamo bene di difficoltà della penetrazione del virus dentro le RSA -, per il personale sanitario, a partire da quelli di età più avanzata, e i fragili di ogni età, oltre che gli ultrasessantenni.
 
Per queste categorie il richiamo può avvenire solo dopo sei mesi dal completamento del ciclo primario. L'evidenza scientifica e il confronto nella comunità internazionale ci porterà passo dopo passo a valutare la terza dose eventualmente anche per altre categorie, che oggi però sono fuori da quelle che ho finora indicato. La vaccinazione con la terza dose nel nostro Paese è iniziata già nell'ultima decade di settembre e ad oggi, a stamattina alle 6, risultavano somministrate 700.623 terze dosi. La terza dose, in conclusione, rappresenta un pezzo importante della nostra strategia di contrasto al virus e proprio oggi, in questo particolare momento, cioè quando ci avviamo alla fase invernale e alla fase autunnale, è ancora più fortemente raccomandata nelle categorie che prima ho indicato.
 
La replica di Ianaro (M5S). Grazie Presidente e grazie signor Ministro. Ritengo che in questo momento in particolare sia importante, anzi essenziale che ci sia una comunicazione chiara, continua, trasparente, proprio perché è necessario che si rafforzi la fiducia dei cittadini nei confronti della scienza e nei confronti delle istituzioni.
 
Voglio cogliere l'occasione anche per ricordare le parole pronunciate dal coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, il professor Locatelli, che dichiarava proprio poco tempo fa: la terza dose di vaccino contro il COVID ai soggetti fragili e agli anziani è opportuna e necessaria, ma, prima di avviare una campagna che coinvolga giovani e sani, occorre velocizzare le immunizzazioni nel resto del mondo. Aggiungo, signor Ministro, che ignorare che la metà del mondo sia rimasta indietro nella campagna vaccinale non solo è eticamente inaccettabile, ma anche antiscientifico ed antieconomico.
 
In quei Paesi rimasti scoperti l'elevata circolazione del virus SARS-CoV-2 faciliterà la comparsa di pericolose varianti che, prima o poi, chiederanno il conto anche al mondo occidentale. Non viviamo in una bolla, signor Ministro, lei lo sa molto bene; ed è per questo che continuiamo a chiedere un impegno deciso e fermo per lavorare ad una sospensione temporanea dei brevetti e al trasferimento delle tecnologie nei Paesi a basso reddito. Così come ritengo che, prima di considerare l'allargamento della platea per la terza dose, come dichiarato oggi dal sottosegretario Costa, occorra valutare anche la necessità di sollecitare disponibilità di nuove formulazioni più attive verso le nuove varianti.

20 Ottobre 2021

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