Recovery Plan. Conte: “Per la sanità già adesso ci sono 15 miliardi”. E sul Mes: “Ci farebbe accumulare deficit”

Recovery Plan. Conte: “Per la sanità già adesso ci sono 15 miliardi”. E sul Mes: “Ci farebbe accumulare deficit”

Recovery Plan. Conte: “Per la sanità già adesso ci sono 15 miliardi”. E sul Mes: “Ci farebbe accumulare deficit”
Il presidente del Consiglio a ‘Porta a Porta’ torna sul piano per le risorse europee e sottolinea come “si è detto che 9 miliardi sono pochi ma io ho detto a tutti di ragionare sul fatto che molti progetti sono trasversali. Come quando ragioniamo sul capitolo degli efficientamenti degli edifici pubblici o sulla digitalizzazione. Già adesso quindi stiamo parlando per la sanità di più di 15 miliardi di partenza”

“Negli incontri fatti con le forze di maggioranza abbiamo discusso degli stanziamenti nella bozza del Recovery sulla salute. Si è detto che 9 miliardi sono pochi ma io ho detto a tutti di ragionare sul fatto che molti progetti sono trasversali. Come quando ragioniamo sul capitolo degli efficientamenti degli edifici pubblici o sulla digitalizzazione. Già adesso quindi stiamo parlando di più di 15 miliardi di partenza. Ho detto che siamo disponibili a discutere di rafforzare gli investimenti per la sanità: continuiamo a lavorarci”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a ‘Porta a Porta’.
 
Conte ha parlato anche del Mes. “Se attivare o meno il Mes è prerogativa del Parlamento ma cerchiamo di capirlo: i 36 miliardi del Mes ci farebbero accumulare deficit e lasceremmo così alle generazioni future un fardello non da poco”.
 
Il presidente del Consiglio ha poi confermato come dal 7 gennaio riapriranno le scuole. “Con le prefetture a livello provinciale c'è un tavolo dei ministri da giorni per coordinarsi e trovare soluzioni flessibili. Ho raccomandato perché ci sia un'apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Nel segno della flessibilità: è l'unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti. Dobbiamo ripartire con la didattica al distanza almeno al 50% per le scuole superiori di secondo grado, con il massimo di flessibilità”

23 Dicembre 2020

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