Sangue e Plasma. In Conferenza Stato Regioni gli obiettivi per raggiungere l’autosufficienza nazionale

Sangue e Plasma. In Conferenza Stato Regioni gli obiettivi per raggiungere l’autosufficienza nazionale

Sangue e Plasma. In Conferenza Stato Regioni gli obiettivi per raggiungere l’autosufficienza nazionale
Mentre per servizi trasfusionali e delle unità di raccolta  si avvicina la scadenza  per il loro accreditamento, arriva all'esame della Conferenza dell'11 settembre il Programma 2014 per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti. In esame anche il documento sulle norme di polizia sanitaria per l’importazione di pollame e uova da cova. Il TESTO

In cinque anni dal 2009 al 2013 la rete trasfusionale italiana ha continuato a garantire l’autosufficienza nazionale per tutti i componenti del sangue ad uso clinico (globuli rossi, piastrine e plasma). Solo nel Lazio e in Sardegna si rileva una carenza strutturale di globuli rossi, compensata comunque dalle regioni con una maggiore capacità di produzione. E ancora, se la stragrande maggioranza delle regioni hanno chi più chi meno raggiunto l’autosufficienza per i medicinali plasma derivati prodotti, sette Regioni – Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna – sono ancora lontane o molto lontane dal raggiungere l’obiettivo. E ancora, il numero complessivo dei pazienti trasfusi con globuli rossi nel 2013 mostra un trend in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
 
Sono questi solo alcuni dei dati relativi all’attività delle rete trasfusionale italiana che conferma nonostante il gap tra regioni la capacità complessiva di garantire sistematicamente un equilibrio quantitativo adeguato fra produzione e fabbisogno di emocomponenti ad uso trasfusionale e di perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza di medicinali plasma derivati.
Un sistema da tenere però sempre sotto monitoraggio costante come peraltro previsto dall’Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010 sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi del sistema sangue.
 
Parte da qui il Programma nazionale per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2014 che – insieme allo schema di D.lgs di attuazione della Direttiva CE sulle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova – arriva all’esame della Conferenza Stato Regioni dell’11 settembre  giovedì prossimo.
Un programma definito dal ministero della Salute sulla base delle indicazioni del Centro nazionale sangue e delle strutture regionali di coordinamento che detta le coordinate per raggiungere appunto gli obiettivi di autosufficienza i quali però “non possano essere considerati in modo disgiunto dal processo di adeguamento qualitativo del Sistema trasfusionale al dettato normativo comunitario”. Un processo di adeguamento che prevede la conclusione dell’accreditamento istituzionale dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta entro il 31 dicembre 2014.
Pochi  mesi ancora per raggiungere i requisiti previsti dall’accordo del 2010. Una “condicio sine qua non” per l’accesso al sistema di lavorazione del plasma nazionale, sottolinea il documento, il cui mancato conseguimento nei tempi previsti “comporterà a carico dei servizi trasfusionali inadempienti (e dei relativi servizi regionali) l’impossibilità di utilizzare il plasma per la produzione di medicinali plasmaderivati, inficiando in tal modo il percorso verso l’autosufficienza di tali prodotti”.
Anche perché “ove questo non accadesse si verificherebbe un’importante perdita di risorse, un rilevante aggravio di spesa, la perdita di una preziosa parte del patrimonio etico del dono, oltre a configurarsi una inaccettabile situazione di disparità dei livelli qualitativi e, conseguentemente, della sicurezza, degli emocomponenti labili ad uso trasfusionale nei confronti dei cittadini assistiti”.

09 Settembre 2014

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