Sanità corrotta. D’Ambrosio Lettieri (PdL): “Puglia maglia nera. Servono più controlli e riorganizzazione sistema”

Sanità corrotta. D’Ambrosio Lettieri (PdL): “Puglia maglia nera. Servono più controlli e riorganizzazione sistema”

Sanità corrotta. D’Ambrosio Lettieri (PdL): “Puglia maglia nera. Servono più controlli e riorganizzazione sistema”
"La Puglia ha conosciuto, sul fronte sanitario, in questi dieci anni, una sistematica involuzione certamente non attribuibile alla professionalità degli operatori che, a vario livello, spesso sono costretti a lavorare in condizioni difficili". "Non si può più indugiare sul carattere propagandistico di una Puglia migliore che non c’è".

“Secondo una indagine condotta da Trasparency International Italia, in collaborazione con  RiCCS (Centro ricerche studi su sicurezza e criminalità) e Ispe-Sanità, al Sud va la maglia nera per la corruzione nella sanità. La Puglia è seconda solo alla Campania, con Sicilia e Calabria. E’ un quadro preoccupante che mette in rilievo la necessità – per la verità ribadita da tempo, in diverse occasioni e in tutte le sedi anche con atti parlamentari – da una parte di introdurre meccanismi virtuosi ed efficaci di controllo serrato e di gestione, dall’altra di riorganizzare il sistema, rendendolo più snello, efficiente e ordinato.
 
Lo smantellamento del sistema sanitario senza un contestuale risanamento, unito ad un corretto  riassetto territoriale e amministrativo dell’assistenza che si deve garantire ai cittadini, i ritardi e gli interventi spot, gli sprechi, l’ingerenza della politica nelle nomine e l’azione burocratico-amministrativa quantomeno farraginosa specialmente nel settore degli appalti di beni e servizi, dove la spesa è maggiore e i rischi pure, non fanno altro che agevolare comportamenti scorretti e divenire terreno fertile anche per infiltrazioni mafiose.
Purtroppo, la Puglia ha conosciuto, sul fronte sanitario, in questi dieci anni, una sistematica involuzione certamente non attribuibile alla professionalità degli operatori che, a vario livello, spesso sono costretti a lavorare in condizioni difficili. Le stesse Asl assumono – vedi il caso dei medici destabilizzati – atti spesso in contraddizione tra loro e comunque incoerenti, perché, a monte, sono assenti indirizzi programmatici chiari e lineari, coerenti con le esigenze del territorio e con l’obiettivo di ottimizzare servizi e risorse.
 
Se le cucine degli ospedali cadono a pezzi (anche di ospedali di costruzione recente come il San Paolo di Bari), le liste d’attesa per la diagnostica aumentano a dismisura, si addensano ombre sulla gestione del 118, se una signora caduta all’interno dello stesso Policlinico è costretta ad attendere per oltre mezz’ora, per terra e tra i dolori lancinanti di una frattura al braccio, l’arrivo di una ambulanza,  se sui luoghi di un lavoro così delicato come quello dedicato alla salute mentale e alle dipendenze la sicurezza è un optional e il governo regionale reagisce come se vivesse su un altro pianeta alla morte violenta di una psichiatra, se medici, infermieri, operatori sanitari in generale lamentano l’assenza di un confronto costruttivo e preventivo sui provvedimenti da adottare in favore di una migliore organizzazione strutturale e organica, allora non si può più indugiare sul carattere propagandistico di una Puglia migliore che non c’è. Neanche e tantomeno quando a dipingerla, è la terza carica dello Stato che mal si presta a divenire strumento di una parte politica” .
 
Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL Commissione Igiene e Sanità del Senato.

21 Settembre 2013

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