Speranza: “Per la prima volta in sanità si passa da 114 a 116 miliardi e dovremo fare una grande battaglia per fare anche un passo in avanti”. E poi annuncia lo stop ai commissariamenti: “Servono modelli più flessibili”

Speranza: “Per la prima volta in sanità si passa da 114 a 116 miliardi e dovremo fare una grande battaglia per fare anche un passo in avanti”. E poi annuncia lo stop ai commissariamenti: “Servono modelli più flessibili”

Speranza: “Per la prima volta in sanità si passa da 114 a 116 miliardi e dovremo fare una grande battaglia per fare anche un passo in avanti”. E poi annuncia lo stop ai commissariamenti: “Servono modelli più flessibili”
Il Ministro della Salute dalla festa della Cgil di Napoli a tutto campo sul comparto: “Il capitolo sanità, in questa fase di avvio del governo, conta molto, perché pesa molto nella vita delle persone. La mia opinione è che le risorse che si mettono nella sanità non vanno considerate banalmente come una spesa, ma come un investimento”.

“Ho fiducia in questo governo. Gli ultimi anni sono stati difficili ma appena insediato ho aperto un confronto sul Patto della Salute con le Regioni e credo sarà firmato a breve. Per la prima volta si passa da 114 a 116 miliardi e dovremo fare una grande battaglia per fare anche un passo in avanti. Negli anni scorsi c'è stata una grande difficoltà finanziaria ma ora occorre coraggio”. Parole pronunciate dal Ministro della Salute, Roberto Speranza ieri sera a Napoli alla festa della Cgil.
 
Speranza ha parlato anche delle misure sul superamento dei commissariamenti contenute nel Patto per la Salute: “Serve una discussione spiega il ministro per superare questa stagione perché è una modalità che non ha portato a grandi risultati. Servono modelli più flessibili” tranne che in “casi straordinari”.
 
E in riferimento alla Campania dove il governatore Vincenzo De Luca chiede l’uscita dal commissariamento precisa: “C'è una relazione istituzionale molto corretta e proficua con la Regione. Si sta discutendo, ma ci sono stati grandi passi in avanti”. Sui tempi Speranza si dice “fiducioso che non saranno lunghi. Dobbiamo sciogliere gli ultimi nodi ancora sul tavolo”.
 
Il Ministro ribadisce poi il suo pensiero generale sul comparto. “Il capitolo sanità, in questa fase di avvio del governo, conta molto, perché pesa molto nella vita delle persone. La mia opinione è che le risorse che si mettono nella sanità non vanno considerate banalmente come una spesa, ma come un investimento straordinario sulla salute e sul benessere delle persone. Questo è un salto culturale che noi dobbiamo fare, e lavoriamo per questo obiettivo”.
 
Così come il Ministro rivendica la necessità di risorse per il personale: “Occorre trovare la forza e le risorse per garantire i servizi ai cittadini”.
 
Infine, un passaggio sull’autonomia dove tra le righe il Ministro boccia ulteriori concessioni sulla sanità alle Regioni: “Credo che il programma del governo sia la Costituzione, l'articolo 32 è molto chiaro e molto netto: dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività. Penso che questo è il faro che ci deve guidare”.
 
“Questo significa – ha aggiunto Speranza – provare ad offrire servizi di livello alto in tutto il territorio nazionale. Questo è il nostro obiettivo, su questo dobbiamo lavorare”.
 
“Purtroppo – ha concluso il ministro – oggi nel Paese ci sono differenze molto significative tra i sistemi regionali. Noi dobbiamo lavorare perché la qualità sia alta dappertutto e perché i servizi che offriamo ai cittadini siano servizi adeguati alle domande che vengono espresse”.
 
Sulla questione poi il Ministro ha ricordato che “Il nostro obiettivo è avere un sistema Lea efficace, e che in tutte le regioni, superando le differenze che ci sono oggi, i servizi siano adeguati. Credo che nella prima settimana di ottobre personalmente riunirò questa commissione, che però è già istituita ed opera da tempo, per l'aggiornamento dei Lea, perché i livelli essenziali di assistenza mutano col mutare dei tempi, mutano con le evoluzioni che ci sono, ed è evidente che il sistema sanitario deve adeguarsi a queste evoluzioni”.

29 Settembre 2019

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