Sperimentazione animale. Parere contrario dell’Affari sociali al Dlgs di recepimento della Direttiva Ue

Sperimentazione animale. Parere contrario dell’Affari sociali al Dlgs di recepimento della Direttiva Ue

Sperimentazione animale. Parere contrario dell’Affari sociali al Dlgs di recepimento della Direttiva Ue
La XII commissione della Camera boccia il Dlgs di recepimento della direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. “La direttiva di cui sopra non consente di introdurre nella disciplina nazionale misure più rigorose di quelle previste dalla direttiva stessa”.

La XII Commissione Parlamentare ha esaminato per le parti di competenza lo Schema di Decreto Legislativo recante recepimento della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. La direttiva di cui sopra non consente di introdurre nella disciplina nazionale misure piu' rigorose di quelle previste dalla direttiva stessa –  si legge nel parere ufficiale rilasciato oggi dalla Commissione. A darne notizia è l’onorevole Maria Amato, Parlamentare del PD e componente la commissione affari sociali della Camera dei Deputati
 
“Lo schema del Decreto Legislativo –  recita il parere – introduce una parte discrezionale con un livello superiore e piu' restrittivo di regolazione discostandosi dalla direttiva comunitaria soprattutto con particolare riferimento al divieto di utilizzo di animali per xenotrapianti, per le ricerche da sostanze d'abuso e modelli transgenici in diversi articoli del dispositivo stesso, che riguardano anche altri argomenti nodali per la ricerca. Inoltre sottolinea come il termine temporale del 2017 non poteva essere ammesso in virtù di studi già in itinere la cui conclusione potrebbe coincidere o superare quella data-  spiega Maria Amato – la Commissione ha espresso parere contrario allo schema . La Discussione  –  continua  – è stata ricca di spunti etici e operativi, anche se estremamente discordanti.
 
Il parere e' condizionato dal mancato rispetto dell'art 2 della normativa europea che non consente di introdurre nella disciplina nazionale misure più rigorose di quelle della direttiva stessa.
Ho espresso  nella premessa preoccupazione per gli effetti di una normativa piu' restrittiva in ordine alla partecipazione degli istituti di ricerca italiani nei progetti internazionali.
 
“Ribadisco – sottolinea la Parlamentare del PD – che i ricercatori italiani sono lontani dal modello ottocentesco e la vivisezione, vietata dalla legge, non appartiene ai modelli di sperimentazione del nostro Paese. Quindi ad ora auspico una maggiore attenzione in termini di stanziamento di fondi alla ricerca nel suo insieme, per un percorso in cui, gradualmente, trovino maggiore spazio le metodiche complementari”.
 
“Sicuramente questo e' un momento importante  –  conclude la Amato – ma il percorso del progresso scientifico prevede altri ambiti e altri momenti di discussione. Nonostante il parere negativo riconosco il grande sforzo del governo per un testa che ha tentato di armonizzare due visioni della ricerca contrastanti che nel tempo però necessariamente dovranno trovare un terreno comune”.

05 Febbraio 2014

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