Stabilità. M5S: “Emendamento su gioco d’azzardo è pieno di trappole nascoste su pubblicità, tasse, licenze e Comuni”

Stabilità. M5S: “Emendamento su gioco d’azzardo è pieno di trappole nascoste su pubblicità, tasse, licenze e Comuni”

Stabilità. M5S: “Emendamento su gioco d’azzardo è pieno di trappole nascoste su pubblicità, tasse, licenze e Comuni”
I deputati del Movimento Matteo Mantero e Massimo Baroni attaccano frontalmente l'esecutivo: “Stanno cercando di prendere per la gola i comuni: da un lato gli tagliano i fondi e, dall’altro, li costringono a dipendere dalle entrate, per loro esigue, derivanti dal gioco d’azzardo”.

“Non ci sono riusciti con la legge delega e ora ci riprovano in Stabilità. Il maxi emendamento sul gioco d'azzardo presentato ieri notte dal governo, è pieno di ‘trucchetti’ ben nascosti che, ancora una volta, non fanno gli interessi dei cittadini. Il MoVimento a questa ennesima furbata non ci sta e abbiamo presentato diversi subemendamenti per contrastare le intenzioni dell’esecutivo". Così i deputati M5S Matteo Mantero e Massimo Baroni, i quali sottolineano come “l’azione dell’esecutivo sull’azzardo è stata a tutto campo: pubblicità, tasse, licenze e comuni”.

Relativamente alla pubblicità, “viene introdotto il divieto ‘parziale’ sui canali radiotelevisivi dalle 7 alle 22, ma solo relativamente alla pubblicità diretta. Si continua invece a consentire e a promuovere la possibilità di fare pubblicità on line e indiretta ed 'occulta', attraverso il 'product placement'. Ovvero, continueremo a trovare la pubblicità dell’azzardo attraverso la promozione di manifestazioni sportive, culturali e persino sanitarie e assistenziali. A quando – domandano i due deputati del M5S – una pubblicità progresso sponsorizzata da una concessionaria dei giochi?”.

Per quanto concerne le tasse, “viene aumentata quella sulle slot di altri 2 punti percentuali: arriva al 17,5%. Il provvedimento è apparentemente positivo, se non fosse che – spiegano Mantero e Baroni – al contempo viene tolta la tassa da 500 milioni sulle slot, inserita l’anno scorso, e viene data la possibilità di abbassare la quota delle vincite al 70%. In sostanza, a metterci quei soldi fino allo scorso anno erano i concessionari e i gestori. Ora, con tutta probabilità, saranno i cittadini giocatori. Non bastasse, di trucchetto ce n’è anche un altro: viene aumentata la tassazione sulle slot ma non quella sulle Vlt che, tra i due settori, è quello che fa registrare nettamente la crescita maggiore e al quale, dunque, viene lasciato ulteriormente campo libero”.

Passando alle licenze , dal prossimo anno non ne potranno essere rilasciate per nuove slot e, anzi, entro il 2019 queste dovranno essere ridotte del 30%. “Questo sembrerebbe essere un dato positivo, peccato che anche qui c’è l'inganno: i nuovi apparecchi infatti dovranno consentire il gioco pubblico da ambiente remoto, esattamente come le pericolosissime VLT. In sostanza, le slot saranno trasformate in tante mini VLT?".

Infine, il capitolo Comuni. “Per uniformare la normativa nazionale sul contrasto al gioco d’azzardo patologico i regolamenti dei singoli Comuni saranno stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni secondo criteri ancora da chiarire. Un punto, in particolare, è inaccettabile – attaccano i due deputati – nell’emendamento del governo è scritto che parimenti ai ‘migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico, della pubblica fede dei giocatori’, dovranno essere garantiti anche i 'soggetti economici'. Questo principio è in totale contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale n.237 del 1975, nella quale viene affermato che l’iniziativa privata è libera, ma non può svolgersi a danno della salute. Un principio ribadito anche da alcune sentenze della Corte di Giustizia europea”.

“Il governo e questi partiti – concludono Mantero e Baroni – stanno cercando di prendere per la gola i comuni: da un lato gli tagliano i fondi e, dall’altro, li costringono a dipendere dalle entrate, per loro esigue, derivanti dal gioco d’azzardo. In caso di approvazione di questo passaggio, impugneremo questa parte del provvedimento in tutte le sedi preposte perché in contrasto con, appunto, sentenze della Corte Costituzionale e della corte di Giustizia Europea”.
 

11 Dicembre 2015

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