Aceti (Cittadinanzattiva): “Un miliardo in più per sanità non è sufficiente”. E poi lancia l’allerta: “Preoccupati per Ddl su regionalismo differenziato”
“Bisogna fare di più – incalza – anche solo per attuare quanto deciso già da tempo. E mi riferisco in primis ai nuovi Lea che ancora non sono in gran parte esigibili perché manca il decreto Tariffe. Probabilmente il fabbisogno contenuto nella relazione tecnica al provvedimento era sottostimato. Mancano 600 mln che vanno trovati e allocati perché i nuovi Lea non possono restare sulla carta. Ci sono numerose prestazioni che le associazioni richiedono, per esempio le nuove tecnologie per la dialisi domiciliare che sono bloccate”.
Ma oltre ai nuovi Lea Aceti rileva “la necessità di un ammodernamento tecnologico del Ssn, altrimenti come ha segnalato anche la Corte dei conti rischiamo di condannarlo all’obsolescenza, la sicurezza delle strutture, il personale e poi il superticket che vale 400 mln, una nostra grande battaglia, che mi aspetto venga abolito nella prossima Legge di Bilancio”.
“Ecco – precisa – se mettiamo insieme tutte queste priorità, con solo un miliardo in più i conti non tornano. Per questo ci aspettiamo vivamente che ci siano più risorse, anche perché sarebbe la dimostrazione tangibile che il Ssn è una priorità come il reddito di cittadinanza e la flat tax”.
Ma per Aceti c’è anche un’altra questione, questa volta che non riguarda le risorse ma la governance del Ssn e in special modo il provvedimento cui sta lavorando il Ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani per estendere l’autonomia delle Regioni. “Non ho ancora capito qual è il punto di equilibrio tra la proposta del M5S di garantire l’unitarietà e l’equità del Ssn e quella della Lega dell’autonomia differenziata. A mio avviso queste sono due spinte contrapposte e la questione dev’essere spiegata ai cittadini perché è un tema cruciale. E in questo senso se da una parte è chiara la politica delle Regioni e di una parte del Governo, dall’altra non conosciamo ancora la linea del Ministero della Salute. In ogni caso, mi aspetto che il Ministro Stefani in sede di discussione avvii una serie di audizioni coinvolgendo cittadini e operatori”.
Una battuta infine anche sui medici di famiglia e il futuro di questa figura. “Per noi questa figura è importantissima anche per la prossimità e ho apprezzato anche quanto detto dal segretario Fimmg oggi sulla necessità di innovare la professione per stare al passo con i tempi e i bisogni di salute dei cittadini. Per esempio condivido l’apertura alla collaborazione con gli infermieri. Questo aspetto per noi è importantissimo perché se i medici di famiglia e gli infermieri riescono ad integrarsi e coordinarsi per la presa in carico delle cronicità e delle fragilità per noi sarebbe una conquista importantissima. E poi siamo favorevoli alla necessità di una misurazione degli esiti di salute, un Dm 70 del territorio una nostra proposta che portiamo avanti da anni e che anche il Ministero ha raccolto e sembra voglia mettere in campo e mi auguro anche qui che ci sia il coinvolgimento dei cittadini e di tutti gli operatori del territorio, medici di famiglia e infermieri in primis”.
03 Ottobre 2018
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