Ad Expo servizi servizi ‘ad hoc’ per i malati cronici
In Italia i dializzati sono 55.000, quasi l’1 per mille della popolazione e se si ipotizza l’arrivo per Expo di 20 milioni di persone, ci può essere qualcuno dei dializzati nel mondo che desideri essere presente a questo evento.
“E’ la prima volta nel mondo che in occasione di un evento simile – dice il dottor Maurizio Gallieni, responsabile della nefrologia e dialisi dell’ospedale San Carlo di Milano – si predispone un servizio ad hoc per questi malati che non possono muoversi dalla loro residenza se non hanno la certezza di trovare un posto dialisi nella località di soggiorno. Soltanto per il Giubileo è stato approntato un servizio di dialisi per i turisti al Gemelli di Roma, che poi è rimasto a disposizione per il Servizio sanitario nazionale. A Milano i posti dialisi sono tutti occupati e per mettere a disposizione letti dialisi per i turisti abbiamo dovuto preparare un piano di emergenza, non potendosi realizzare un nuovo centro dialisi, di cui se ne sente anche il bisogno, per un blocco della Regione a costruire nuove strutture. Per questo dobbiamo dire grazie al personale medico e infermieristico che si è messo a disposizione in ore straordinarie per garantire l’utilizzo delle apparecchiature fuori dal normale orario di lavoro. Comunque per qualsiasi emergenza nel nostro ospedale c’è un medico specialista presente 24 ore su 24 per qualsiasi emergenza di questa patologia”.
L’ospedale San Carlo si candida quindi per ospitare i turisti che hanno bisogno di sottoporsi alla terapia dialitica per vivere. Per capire meglio la situazione, spieghiamo come è organizzato il servizio dialisi. L’ospedale ha a disposizione un certo numero di posti letto per dialisi che vengono occupati dai pazienti tre volte alla settimana in due turni, al mattino o al pomeriggio, dal lunedì al sabato. Si tratta di 4 ore di permanenza in ospedale per il tempo necessario alla purificazione del sangue. Per ospitare i turisti in dialisi, il responsabile del reparto ha quindi pensato, con i fondi messi a disposizione dalla Regione Lombardia, pari a 50.000 euro, di istituire un terzo turno di dialisi serale in occasione del week end e permettere quindi ai turisti, con una serata di dialisi, il venerdì sera o il sabato sera, di trascorrere un periodo di 4 giorni. Per esempio, il nefropatico potrà sottoporsi a dialisi nella sua residenza il mercoledì o il giovedì e pi raggiungere Milano. Avrà a disposizione, quindi due giorni liberi, giovedì e venerdì, o venerdì e sabato e la sera di venerdì o di sabato si sottoporrà di nuovo alla dialisi, avendo così a disposizione altri due giorni di libertà. Dopo di che tornerà al suo paese di residenza per riprendere la terapia ordinaria.
Tutto ciò al turista italiano o della comunità europea non costa nulla e non dovranno presentare nessuna autorizzazione, mentre i residenti dei Paesi non convenzionati, provvisti o no di assicurazione, dovranno pagare il servizio. “Questi introiti – spiega Gallieni – potranno servire per potenziare il servizio, qualora si rivelasse la necessità di ampliare l’offerta”. Soddisfazione anche da parte dell’Associazione nazionale emodializzati, Aned, che ha già raccolto e inoltrate domande di cittadini italiani che intendono avvalersi del servizio. “Era doveroso – dice la presidente Aned, Valentina Paris – approntare questo servizio, perché la dialisi è un trattamento salvavita, ma deve essere preparato e programmato per tempo. I turisti, infatti, devono prenotarsi telefonando direttamente ai numeri che la Regione comunicherà oppure attraverso la nostra associazione (Milano, via Hoepli 3, tel. 0039.02.8057927)”.
E’ tutto scritto in una delibera regionale che tiene conto anche di altre patologie croniche che hanno bisogno di continui controlli. E’ il caso dei pazienti in terapia anticoagulante, TAO, – spiega il dottor Pietro Marino, dirigente per l’Expo del settore salute per la regione Lombardia – che possono avere bisogno di controllo della terapia per cambiamento delle abitudini ambientali e alimentari. Il servizio predisposto dalla Regione è all’ospedale Maggiore Policlinico, reparto di ematologia. Sicurezza di cura anche per i turisti affetti da malattie respiratorie e che devono muoversi con l’ausilio della bombola di ossigeno. Per queste problematiche i turisti devono rivolgersi all’ospedale di Garbagnate, nella provincia di Milano, poco a nord del sito Expo. Per il settore oncologico, i turisti possono invece rivolgersi al reparto di oncologia dell’ospedale Ca’ Granda nel quartiere di Niguarda”.
I turisti in visita all’Expo, quindi, troveranno tutte le informazioni utili sulla piattaforma web della regione o sui volantini e depliant che verranno distribuiti in occasione dell’evento, accompagnati dagli indirizzi, dai numeri di telefono e dagli indirizzi di posta elettronica. Resta inteso che per le emergenze sono attivi per l’Expo sette pronto soccorsi (Niguarda, Policlinico, Sacco, San Carlo, Gaetano Pini, Garbagnate e Rho), sempre pronti a rispondere in caso di assistenza sanitaria per la routine e per le emergenze, in caso di eventi catastrofici, ciascuno per la sua specialità. Domani la prova generale quando medici, infermieri e operatori sanitari si muoveranno come per un massiccio arrivo di feriti. Tutto sotto la guida del dottor Giancarlo Fontana, primario dell’ospedale San Carlo ed esperto per la programmazione sanitaria legata alle emergenze. Ospedali pronti, dunque, anche per attacchi di natura nucleare, biologica, chimica e radiologica, sul modello adottato nelle zone più calde di Israele.
Edoardo Stucchi
21 Aprile 2015
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