Aied. Potenziare consultori familiari per prevenzione e contraccezione
Dati recenti ci dicono che quasi la metà delle adolescenti italiane non usa alcun metodo contraccettivo. E' quindi necessario – secondo l'Aied – puntare sulla prevenzione, a partire dal rafforzamento dei consultori familiari, come sottolineato dal ministro Balduzzi, perché i consultori sono strutture a bassa soglia di accesso e spesso le più competenti nel fornire informazione e assistenza nella scelta dei metodi contraccettivi.
Il consultorio familiare infatti, nel momento in cui accoglie la donna che vuole interrompere la gravidanza, oltre a fornire il certificato rispettando la scelta della donna, è il luogo privilegiato e sicuro per ottenere informazioni sulla contraccezione. Il consultorio – prosegue la nota – è lo strumento di attuazione della parte preventiva della legge, ovvero di quel preambolo che asserisce che l’interruzione volontaria della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite. Esistono cause personali, fattori culturali e di contesto sociale che portano all'interruzione della gravidanza e che difficilmente possono essere esplorate dal medico di base. Il consultorio quindi deve svolgere innanzitutto una funzione di prevenzione e di promozione della salute sessuale e riproduttiva, un luogo dove è sempre possibile vedere rispettate le proprie scelte.
In particolare – conclude l'Aied – anche rifacendoci allo studio della Washington University School of Medicine di St Louis che evidenzia come la contraccezione gratuita abbatta drasticamente il numero delle interruzioni di gravidanza, occorre che quanto delineato sulla carta dal Ministro della Salute si traduca in fatti concreti.
09 Ottobre 2012
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