Altroconsumo: “Su equivalenti ha vinto la lobby dell’industria”
Per l’associazione dei consumatori, “in una manciata di ore, dall’allineare l’Italia ad altri Paesi europei nella prassi di far indicare dal medico di famiglia il principio attivo in ricetta, si è ritornati indietro al passato: il medico compiacente che indica una marca invece che un’altra. L’emendamento nella spending review parla chiaro: il medico non è più obbligato a indicare nelle prescrizioni il principio attivo al posto del nome commerciale del farmaco, ma può indicarli entrambi. Il risultato più probabile è che tutto resti immutato e che la quota del prezzo dei farmaci a carico dei cittadini continui ad aumentare. Ricordiamolo, a chi ci governa: +13% nell’ultimo anno”.
Altroconsumo si domanda poi “perché il medico dovrebbe occuparsi della marca, quando quello che conta è il principio attivo? Risparmiare sui farmaci, non scaricare la spesa sui cittadini. Meglio spingere il medico a usare il nome del principio attivo e non il nome di fantasia dei farmaci: questo aiuta il paziente a capire che cosa si sta assumendo, diminuisce il rischio di prendere lo stesso principio attivo attraverso farmaci diversi, rende il cittadino più consapevole. E contribuisce alla riduzione della spesa”.
Appello dunque ai cittadini ad “attivarsi ed insistere per avere il generico: non paghiamo di tasca nostra un nome di fantasia. Se il sistema non riesce a difenderci, difendiamoci da soli!”.
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31 Luglio 2012
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