Anaao Veneto: “Sconcertante che i medici in formazione vengano ingiustamente indicati come capro espiatorio”
Il sindacato evidenzia come in molte occasioni erano state segnalate “le molteplici e importanti criticità inerenti la sicurezza sul lavoro, evidenziatesi nelle prime settimane dell’epidemia. Nella drammaticità del momento sono riemerse le note gravi carenze di organico medico, la scarsità o mancanza di dispositivi di protezione e di istruzioni – anche logistiche – definite e coerenti. In conclusione, sembrava mancare un programma operativo strutturato e tempestivo”.
Ma la responsabilità è “di chi deve saper ottemperare al proprio ruolo e prendersi carico dell’evento, con rispetto di tutti gli operatori e delle loro competenze secondo uno spirito autentico fiduciario di cautela del Datore di Lavoro. L’ assunzione efficace di questa responsabilità è l’unica che può trasformare anche un’emergenza in un’opportunità di rafforzamento per la nostra Azienda e non di indebolimento. Chi non è in grado di recepire la sfida professionale e morale di questo tipo di responsabilità nella condivisione, dovrà considerare realisticamente di non avere più alcuna legittimazione di credibilità e di ruolo istituzionale”.
Per l’Anaao, in definitiva, “non è più tollerabile che si continuino a far ricadere le responsabilità dei contagi intraospedalieri su chi è coinvolto nelle attività assistenziali, colpevolizzandolo e delegittimandolo”.
04 Maggio 2020
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