Associazione dei Ricercatori in Sanità (Arsi): “La fine del precariato ora è possibile, ma è necessario procedere al più presto”
“La pubblicazionein Gazzetta Ufficiale (n. 155) della legge n.87 di conversione del Dl 51/2023 (Inps ed enti pubblici), ha finalmente visto approvata una norma contenente le disposizioni per avviare la stabilizzazione del personale storico precario della ricerca sanitaria negli IRCCS/IZS pubblici. ma ora resta da concretizzare al più presto la firma dei contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori aventi diritto, sfruttando gli strumenti che il legislatore ha finalmente fornito dopo decenni di precariato selvaggio”.
E’ quanto ha dichiarato il Direttivo dell‘Associazione dei Ricercatori in Sanità – Italia (ARSI):
”L’art. 3-ter recita che “… dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2025 gli Istituti medesimi possono assumere a tempo indeterminato, nella posizione economica acquisita, in coerenza con le dotazioni organiche stabilite ai sensi dell’articolo 1, comma 423, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e dell’articolo 10 del decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 200…”, e potrà rientrare in tali assunzioni a tempo indeterminato “…il personale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria reclutato a tempo determinato con procedure concorsuali, comprese le assunzioni effettuate ai sensi dell’articolo 1, commi 429, 430 e 432, della legge n. 205 del 2017, che, coerentemente con quanto previsto dall’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, abbia maturato, al 30 giugno 2023, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze di un ente del Servizio sanitario nazionale, con rapporti di lavoro flessibile o con borse di studio”. Elemento fondamentale del provvedimento approvato è sicuramente l’aver inserito la specifica che rende l’assunzione a tempo indeterminato del personale della ricerca derogata ai limiti di spesa consentiti per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale (art. 11, comma 1, Dl 35/2019), mettendo quindi IRCCS e IZS nelle condizioni ottimali per poter attuare fin da subito le procedure di attivazione dei contratti a tempo indeterminato”.
Ora resta da concretizzare al più presto la firma dei contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori aventi diritto, sfruttando gli strumenti che il legislatore ha finalmente fornito dopo decenni di precariato selvaggio.
E’ importante, quindi, che vi sia una pronta attivazione di tutte le parti coinvolte (Direzioni Scientifiche e Amministrative, Ministero della Salute, sindacati, lavoratori, etc) per avviare in maniera organica a livello nazionale, senza asincronismi territoriali e procedurali, la stabilizzazione dei lavoratori storici, ricercatori e collaboratori di supporto alla ricerca.
L’obiettivo di tutte le parti dovrebbe essere risolvere al più presto l’abuso di contratti a termine che affligge i lavoratori della ricerca sanitaria da troppo tempo restituendo loro la dignità sottratta e accantonando i rischi legali legati alla Direttiva CE 70 del 1999 inattesa in tutti gli IRCCS pubblici e IZS. Tutto questo non può e non deve essere ritardato, ora gli strumenti sono disponibili. Gli Istituti devono al più presto iniziare ad attuare il Dl 51, coordinandosi con le altre parti coinvolte, per tutti quei lavoratori che rispecchiano i requisiti della norma”.
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06 Luglio 2023
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