Balduzzi: “Dalla Relazione le indicazioni per risolvere le criticità della sanità”
È questa per il ministro della Salute Renato Balduzzi, la formula giusta per sanare il nostro sistema. Una strategia d’attacco proposta in occasione della presentazione della Relazione sullo stato di salute del Paese, che scherzosamente ha definito “mattone”, un elemento costitutivo del nostro sistema e che proprio per questo andrebbe presentato annualmente.
“Il nostro è un sistema – ha detto Balduzzi – nel suo insieme buono in quanto conosce zone di grande luminosità e altre di minore luminosità. Per questo necessità di una maggiore omogeneità prestando la massima attenzione alle situazioni critiche”. Come ad esempio quella della Campania che dai dati della Relazione ha mostrato con evidenza i suoi lati deboli.
E per Balduzzi una via d’uscita c’è: “La risposta è nel prendere sul serio le regole e le buone pratiche. Le regole sono quelle che valgono per tutti e alle quali ogni sistema regionale deve rispondere. Sistema che naturalmente si darà poi regole proprie di attuazione e articolazione secondo i bisogni locali. Ci sono poi le buone pratiche cui guardare. Sono una grande opportunità del nostro sistema, se qualcosa che funziona in un determinato territorio dimostra di avere la capacità di essere esportata, allora va presa sul serio anche nelle altre realtà. Non prendendola meccanicamente, ma adattandola.
Ecco perché stiamo pensando nei confronti delle Regioni in difficoltà a un’azione di affiancamento continuo e ancora più forte di quella che è stata attuata finora. Certo al nostro impegno e alla nostra determinazione dovrà corrispondere quello delle istituzione, degli operatori, e degli utenti”.
Sono stati molti i punti contenuti nella Relazione che hanno offerto il “la” alle riflessioni del ministro. La riduzione dei decessi e dell’incidenza del tasso di mortalità sono indicatori di out come molto importanti e positivi per il nostro Paese. Così come i dati sulla riduzione delle malattie cardiovascolari che confermano come l’adozione di sani stili di vita sia una carta vincente. “Abbiamo dimostrato che la scommessa sulla prevenzione si è dimostrata vincente” ha detto Balduzzi che ha poi toccato il capitolo delle malattie rare e del loro inserimento nei nuovi Lea: “Stiamo cercando di realizzare le codifiche per avere un quadro più dettagliato”.
Non è mancato qualche piccolo appunto: “Se vogliamo trovare un limite alla Relazione – ha aggiunto – è che non viene evidenziato il fatto che il carattere del nostro Ssn è il complesso di quelli regionali. È il cumulo di ventuno sottosistemi sanitari. Dovremmo prendere un po’ più sul serio la clausola del D.lgs 502 e che fa riferimento ai risultati delle Regioni in relazione ai piani sanitari regionali. Questo è un aspetto che potrebbe essere implementato nelle relazioni future”.
Altro nodo cruciale è la customer satisfaction. “Servono strumenti di rilevazione sempre più raffinati. Bisognerebbe riuscire ad intendersi meglio su come si rivolgono le domande ai cittadini”.
Balduzzi ha poi toccato il tema degli investimenti nell’edilizia sanitaria. “In tempi di mucche magrissime parlare di investimenti può sembrare un sogno, ma non dobbiamo scoraggiarci, questo è uno degli elementi decisivi per la nostra sanità. Per questo nel nuovo Patto per la salute e in Consiglio dei ministri lo porrò con forza, andranno modificate le procedure dell’ex art. 20. Il discorso va ripreso”. Va anche posta la massima attenzione alla ricerca scientifica. “Ne abbiamo già parlato con il collega Profumo, abbiamo preso i primi accordi per una mappatura delle ricerca biomedica. Sappiamo troppo poco e in questo momento non passiamo permetterci di non sapere. Non possiamo permetterci duplicazioni, ma dobbiamo concentrare l’attenzione verso argomenti prioritari”.
Anche il Psn 2011-2013 andrebbe rimodulato, almeno temporalmente: “Gli strumenti programmatori devono avere una corrispondenza temporale precisa, preferibilmente rimodulandolo con il nuovo Patto per la salute”.
Balduzzi ha poi concluso il suo intervento con un commento sul ruolo del ministero della Salute, ispirandosi ad una proposta veneta sulla sanità del 1945 che disegnava il ruolo dell'istituzione centrale: "Deve essere di propulsione ed indirizzo non pletorico e non accentratore”.
E.M.
13 Dicembre 2011
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