Boldrini (Pd): “Grande soddisfazione per l’avvio concreto dell’esame del Ddl”
Così in una nota Paola Boldrini (Pd) della Commissione Sanità del Senato.
"Il gruppo del PD – prosegue – contribuirà con emendamenti migliorativi al testo base scelto provenienti dal disegno di legge 1751 depositato da tempo a mia prima firma, largamente condiviso anche durante le audizioni, volendo precisare in particolare che l'infermiere di famiglia e di comunità:
a) è responsabile della gestione dei processi infermieristici in ambito comunitario, compreso quello familiare, operando in collaborazione con un'équipe multidisciplinare al fine di favorire la soddisfazione dei bisogni di salute degli individui e delle famiglie e di gestire le malattie e le disabilità croniche;
b) in associazione con altre figure professionali, fornisce consigli sugli stili di vita e sui fattori di rischio;
c) si rende garante della presa in carico del paziente lungo l'intero percorso assistenziale e della continuità delle cure, promuovendo la cooperazione tra gli operatori coinvolti nel percorso di cura; effettua educazione terapeutica rendendosi altresì garante dell'adesione dei pazienti ai necessari controlli periodici, nonché della cura e della rilevazione, al loro insorgere, dei problemi sanitari delle famiglie attraverso la valutazione infermieristica precoce;
d) identifica gli effetti dei fattori socio-economici sulla salute della famiglia e attiva l'intervento o l'inserimento nella rete dei servizi territoriali; è responsabile dell'assistenza infermieristica rivolta alle persone e alle famiglie in ambito comunitario, nonché dei modelli assistenziali proposti, con attenzione agli aspetti preventivi, curativi e riabilitativi clinico-assistenziali e psico-educativi, in una prospettiva multidisciplinare;
e) analizza i bisogni del paziente e della famiglia e garantisce sul territorio la continuità assistenziale contribuendo alla promozione della salute;
f) è responsabile della gestione dei processi assistenziali sanitari e socio-sanitari nell'ambito della comunità, prendendo in carico il paziente con i suoi bisogni assistenziali, definendo gli interventi in collaborazione con il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta o il consulente medico specialista, sostenendo l'integrazione delle attività di altri operatori sanitari e socio-sanitari, nonché occupandosi dell'educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari;
g) agisce in stretta collaborazione con il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta e gli altri componenti della rete dei servizi sanitari, secondo strategie integrate".
"Perciò – conclude Boldrini – per svolgere questi funzioni necessita di una successiva formazione specialistica incentrata su obiettivi e programmi di tutela della salute e in grado di abilitare il professionista a svolgere funzioni con assunzione diretta di elevate responsabilità più complesse e specialistiche rispetto a quelle previste dal profilo professionale disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 739, presupponendo quindi l’attribuzione di uno specifico incarico professionale, come previsto dal vigente contratto nazionale, appunto di natura specialistica".
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24 Giugno 2021
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