Boscia (Medici cattolici): “Al San Camillo grave e inaccettabile discriminazione”
Questo il commento in una nota, del, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, Filippo Maria Boscia.
“L’Associazione Medici Cattolici – ha dichiarato – apprezza il parere del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha affermato che ‘non è possibile reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato, ponendo il requisito ‘non obiettore’: modalità discriminatoria di reclutamento del personale, atteso che la legge prevede di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa’. È assolutamente intollerabile l’arroganza di politici e coordinatori sanitari e il pressapochismo violento con il quale irrompano nel mondo della salute. Il management sanitario e le organizzazioni negative non possono ottemperare le loro esigenze applicando clausole contrattuali di “coercizione delle coscienze” a tempo interminato, tra l’altro minacciando licenziamenti per inadempienze contrattuali e studiando bandi per selezioni blindate. Bandi studiati bene al fine di evitare che i medici una volta assunti possano diventare obiettori di coscienza”.
“Nella dilagante disoccupazione medica – prosegue la nota – questa discriminazione appare come una spinta inaccettabile ad appannare le coscienze e ad accettare contratti per bisogno economico di sopravvivenza. I medici cattolici di fronte a queste cosiddette assunzioni fidelizzate dirette a “determinare le interruzioni di gravidanza” percepiscono e condannano tali atteggiamenti discriminatori nel reclutamento del personale, giudicandoli ingiustamente punitivi per la folta schiera dei medici in attesa di sistemazione lavorativa”.
“I medici cattolici – conclude la nota – intendono tutelare il diritto alla libera determinazione di tutti e l’accesso di tutti al libero impiego, respingendo fermamente ogni discriminazione generalizzata che va a determinare progressivamente la loro marginalizzazione nel sistema sanitario. I medici cattolici alzano in modo forte e chiaro la loro voce per salvaguardare l’onorabilità della professione medica alla quale va garantita la libera scelta di coscienza scevra da condizionamenti e da discriminazioni. Per trovare una soluzione, ma soprattutto contrastare il dramma aborto, occorre ancora una volta chiedere a gran voce che siano finalmente applicati quei punti della legge 194/78, finora completamente disattesi, in favore della donna per ‘aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza’, come dovrebbe essere nello spirito di una legge che nel suo titolo parla in primis di ‘tutela sociale’ della stessa, in nome del rispetto della vita umana”.
22 Febbraio 2017
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