Carcinoma prostatico. Bertaccini (SIUrO): “Ecco come funziona la sorveglianza attiva”
Ed è in particolare l’atteggiamento verso i carcinomi a più basso rischio ad aver subito i cambiamenti forse più interessanti. “È stato creato il protocollo multicentrico internazionale PRIAS di sorveglianza attiva, che in Italia è patrocinato da SIUrO”, ci ha spiegato Alessandro Bertaccini, del Comitato Scientifico SIUrO. “Tenendo sotto controllo con particolare attenzione i pazienti, ci siamo infatti accorti che per alcuni di quelli che presentavano tumori più piccoli e meno aggressivi era possibile andare avanti per molti anni – fino anche a 10 – senza dover ricorrere ad un trattamento radicale. Questo è proprio la cosiddetta sorveglianza attiva: le neoplasie vengono tenute sotto controllo perché potrebbero non diventare pericolose, poi chiaramente se sorge qualsiasi tipo di dubbio possano passare ad un livello medio o alto di rischio allora si può agire con chirurgia e radioterapia, o con terapie ormonali, o chemioterapia”.
Ma come si fa a capire quando è il caso di agire? “Molti pazienti sono spaventati dal test del PSA (esame di dosaggio dell'antigene prostata-specifico, i cui alti livelli aiutano a diagnosticare il tumore alla prostata, ndr), ma in realtà se preso in maniera isolata questo non ha molto valore”, ci ha spiegato ancora lo scienziato. “In realtà quello cui bisogna stare attenti è più che altro la cinetica del PSA, ovvero come questo livello evolve nel tempo. Ed è anche su questo si basa il protocollo PRIAS SIUrO ITa. Per tenerla sotto controllo è stata sviluppata anche una applicazione per iPhone e iPad, che si chiama PSA Kynetics e che permette di calcolare i parametri di cinetica del Psa, stamparli e inviarli allo specialista per la valutazione”.
Ma la sorveglianza attiva – come si può immaginare – non è tutto. “Per ridurre l’incidenza bisogna capire quali sono i reali fattori di rischio, soprattutto a livello genetico”, ha commentato ancora Bertaccini. “In questo modo possiamo sviluppare farmaci sempre più efficaci, e magari agire anche sulla prevenzione”. Quando si guarda alla prevenzione però, la cosa più importante è l’alimentazione e questo è uno dei campi di ricerca interessanti. “Non solo la genetica ma anche quello che mangiamo – ha concluso – è estremamente importante. Un ambito dove c’è ancora molto da indagare è infatti quali sono i fattori di rischio collegati ad una cattiva alimentazione o allo stile di vita”.
Articoli correlati:
23 Novembre 2012
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Riparto Fondo sanitario 2026. L’appello di Bertolaso (Lombardia): “Chiudere subito, ritardo pesa su programmazione regionale”

Russia. Polmonite fulminante e sospetto di peste: cosa sappiamo e cosa no

Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici

Nobel per la Medicina 2026 assegnato a Deisseroth, Hegemann e Nagel per l’optogenetica

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

L’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfare

Ecco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e Rizzoli