Chirurgia ortopedica. Ecco i numeri della ricerca
I dati
Nel caso di impianti di protesi, i costi diretti della malattia nei tre anni successivo l'operazione di chirurgia ortopedica si abbattono rispetto a quello precedente, crollando sia in termini di trattamenti farmacologici – che diminuiscono addirittura del 73% – che di prestazioni specialistiche (-53%). Anche i costi delle terapie scendono: i pazienti spendono in media solo 14 euro l'anno per queste patologie a tre anni dell'operazione, contro i 52 euro che spendevano mediamente l'anno precedente; allo stesso modo i soldi spesi per le prestazioni specialistiche sono più che dimezzati, passando da 116 euro nei 12 mesi precedenti l'intervento, rispetto ai 48 che in media vengono spesi a distanza di tre anni. A maggior ragione, visto che queste operazioni ortopediche interrompono di fatto il trend di crescita di prestazioni di assistenza che i pazienti vedevano in precedenza.
Anche nel caso di interventi di artroscopia si osserva una sensibile riduzione dei costi della malattia: i trattamenti farmacologici costano in media ai pazienti solo 6 euro l'anno dopo 36 mesi dall'operazione, diminuendo del 56% (prima di essa ammontano mediamente a 15 euro); analogamente, i soldi spesi per le prestazioni specialistiche crollano nello stesso intervallo di tempo da 180 euro a 42, anche perché i pazienti – nell'anno immediatamente precedente l'operazione – si sottopongono a visite specialistiche 5 volte più frequentemente del solito.
Ma come già accennato, altro punto interessante della ricerca consiste nel conteggio del numero di re-interventi a cui i pazienti si devono sottoporre, poiché questo fornisce una stima della qualità dell'assistenza. Anche in questo caso i dati sono ottimi: per le operazioni di protesizzazione, in media nei tre anni successivi all'operazione addirittura il 95% dei pazienti non ha dovuto procedere ad ulteriori interventi (che in generale sono di revisione, rimozione o lussazione); per le artroscopie il dato scende, anche se di poco, arrivando al 90%, ma rappresenta comunque la stragrande maggioranza dei pazienti che si sottopongono all'operazione, con l'ulteriore dato positivo che solo il 4,7% dei pazienti deve successivamente sottoporsi anche ad intervento di protesi.
Laura Berardi
21 Febbraio 2012
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