Cimo: “Brunetta chieda scusa ai medici”
“Siamo l'unico Paese in cui chi ha il compito di fornire prestazioni diagnostiche e curative deve rivolgersi al ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e non a quello della Sanità”. L’osservazione arriva dal presidente della Cimo Asmd, Riccardo Cassi, a commento del video diffuso ieri dalla Fp Cgil Medici in cui si mostra il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, insultare i medici definendoli “la categoria più assatanata dei soldi” (vedi articolo correlato a fondo pagina).
“Altro che categoria assatanata di soldi”, replica Cassi. “Brunetta chieda scusa ai medici" e “il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenga” per restituire ai medici la loro dignità professionale.
“Siamo una categoria che lavora senza orario, regalando milioni di ore non retribuite per garantire la salute dei cittadini per 365 giorni all'anno, nei pronto soccorso, negli ospedali e nei posti di emergenza territoriale, con turni massacranti solo per coprire le carenze dovute a mancate assunzioni e ad errori di programmazione – ha precisato Cassi – e facciamo tutto questo senza un grazie, esposti al pubblico ludibrio ogni qual volta c'è un evento avverso che in gran parte dei casi è il risultato della mala organizzazione e mala gestione delle strutture sanitarie”. Questi “atteggiamenti persecutori” sono, secondo il presidente della Cimo, all’ordine del giorno e “ormai siamo abituati”. “Ma – sottolinea Cassi – ma non accettiamo di essere offesi da un ministro solo perché i sindacati hanno evidenziato le chiare falle di un sistema che vede emergere sempre più i ritardi delle aziende nella messa a regime della trasmissione telematica dei certificati di malattia nei tempi previsti”.
Il presidente della Cimo ribadisce che l’intenzione dei sindacati era rivolta esclusivamente a chiedere di migliorare il sistema ed implementare di procedure specifiche per i DEA/pronto soccorso al fine di evitare che un aggravio burocratico interferisse nell'erogazione delle prestazioni di emergenza. “La Cimo non ha mai chiesto soldi – sottolinea Cassi -, ma semplicemente un incontro per valutare i problemi specifici delle strutture ospedaliere".
Il presidente della Cimo ha quindi rivolto un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “perché intervenga anche nella Sanità. Se vuole che i cittadini abbiano cure adeguate e bravi professionisti in tutto il territorio nazionale, restituisca ai medici la loro professionalità e al ministro della Salute i poteri precedenti al 2001. Siamo l'unico Paese in cui chi ha il compito di fornire prestazioni diagnostiche e curative deve rivolgersi al ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e non a quello della Sanità”.
Articoli correlati:
07 Ottobre 2010
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Cancro. Oms-Iarc: una persona su 5 svilupperà la malattia. Entro il 2050 attesi 35 mln di nuovi casi l’anno. Quasi il 40% è prevenibile, ma il vero divario è tra ciò che sappiamo e ciò che facciamo

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Ebola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica